Secondo alcune indiscrezioni, pare che Hasbro — società leader nella produzione di giochi e giocattoli — sia intenzionata a chiedere agli attori di Peppa Pig di cedere le loro voci all’intelligenza artificiale.

Hasbro aggiunge una clausola per i doppiatori di Peppa Pig, ma cosa preoccupa?

Pare che alla base della polemica vi sia una clausola contrattuale rivolta proprio ai piccoli attori che prestano la voce all’amato cartone per bambini. Nello specifico, si parla di una condizione sull’intelligenza artificiale che, come riporta Deadline, chiederebbe ai doppiatori di cedere i diritti sulle proprie voci all’IA per «asset commerciali all’interno del franchise». In questo modo Hasbro avrebbe la possibilità di utilizzare le voci in questione a tempo indeterminato per scopi promozionali e simili. Nell’iniziativa di Agents of Young Performers Association quasi 1.000 esperti nel settore hanno firmato una lettera che contesta le condizioni sull’IA in un «franchise internazionale per bambini». Nella lettera non è espressamente presente il nome Hasbro o Peppa Pig. Ciononostante, alcune fonti riportate su Deadline affermano che il testo è rivolto a questa società.

Nella lettera si legge: «Di recente, un grande studio che possiede la proprietà intellettuale di una franchise internazionale per bambini, produttrice di una serie televisiva animata di lunga durata, ha offerto contratti ai piccoli doppiatori imponendo loro di accettare l’uso dell’IA, consentendo così di utilizzare la voce del bambino in tutti gli asset commerciali del loro franchise». Ad aggravare la situazione, pare che la società abbia espresso un rifiuto categorico a eliminare la clausola. Questa è la ragione che ha spinto i firmatari a prendere parte alla lettera. Inoltre, si legge ancora: « I bambini non possono fornire un consenso legale pienamente informato, e l’approvazione di un genitore o tutore non dovrebbe mai essere usata come una licenza generale per catturare, clonare, addestrare o riutilizzare la voce di un bambino a tempo indefinito».

La società ha rilasciato una dichiarazione a Variety, affermando che la «tutela dei piccoli interpreti è centrale per l’identità di Hasbro». Inoltre, aggiunge che con il progredire dell’IA, l’interesse rimane quello di «affrontare questo tema in modo responsabile e trasparente». Tuttavia, preoccupa la situazione nel suo insieme. Clausole analoghe, infatti, sembrano essere diventate sempre più comuni nei contratti odierni, accendendo un forte dibattito sul futuro del diritto d’autore. Questo, soprattutto quando i soggetti coinvolti sono minori.

Stefania Cirillo