Il settore videoludico, pur essendosi espanso notevolmente, continua a mostrarsi in crescita. L’espansione, come sarà evidente a molti utenti, comporta una competizione considerevole. Quest’ultima si riflette in maniera diretta sui consumatori e, in maniera altrettanto diretta, anche sulle aziende. Nella totalità dei casi la gestione di questo scenario può indurre i competitor a prediligere la quantità offerta, anche a discapito dei dipendenti. Nintendo ha scelto una strategia diversa, specie sul fronte stipendi. La big tech giapponese potrebbe aver capito che uno degli strumenti più efficaci per favorire la permanenza dei propri impiegati è offrire una retribuzione adeguata.
Per Nintendo gli stipendi adeguati sono necessari per trattenere personale qualificato
L’azienda ha recentemente espresso le modalità che intende adottare in merito alle condizioni lavorative. Nintendo, infatti, ha annunciato di voler aumentare lo stipendio base del 10%. La notizia giunge in un momento apparentemente critico per i rivali che, in modo contrapposto, stanno portando avanti una serie di licenziamenti e conseguenti chiusure degli studi. Se Sony e Microsoft faticano a sostenere certi ritmi, Nintendo vuole puntare a rafforzare la propria capacità. Con più aziende sul mercato, il personale qualificato rischia di scarseggiare. L’azienda nipponica, quindi, ritiene opportuno trattenere i dipendenti offrendo loro stipendi adeguati al rincaro della vita.
Il presidente di Nintendo, Shuntaro Furukawa, ha dichiarato durante un incontro con gli azionisti: «Riteniamo importante garantire che la retribuzione corrisponda a standard appropriati. Ad esempio abbiamo aumentato le retribuzioni, compreso un incremento del 10% degli stipendi base». Come già accennato all’inizio, la strategia dell’azienda si distacca notevolmente dalle altre. In questo contesto non vengono tagliati posti e costi per favorire una condizione finanziaria migliore, bensì il contrario. La decisione della big tech sembra affiancarsi alla volontà del Giappone di rivalutare complessivamente le politiche salariali. Così facendo è possibile contrastare l’inflazione e, al tempo stesso, puntare sull’acquisto di professionisti altamente specializzati nel settore tecnologico.
Stefania Cirillo





