Un medico tedesco specializzato in cure palliative è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di 15 dei suoi pazienti. È possibile che le vittime, però, siano superiori a quelle individuate ad oggi. Le indagini, infatti, sono ancora in corso. La procura sta attualmente indagando su altri 76 casi.

Il medico accusato di omicidio appiccava incendi per cancellare le proprie tracce

È stato un tribunale di Berlino a dichiarare colpevole l’uomo, attualmente identificato come Johannes M. di 41 anni, per l’omicidio di 12 donne e 3 uomini tra il 2021 e il 2024. Non si conoscono ulteriori dettagli del medico a causa delle norme tedesche sulla privacy. Come riferito all’inizio, le vittime tra i 25 e i 94 anni, potrebbero rappresentare solo una parte dei crimini compiuti dal quarantunenne. Il tribunale ha dichiarato che gli omicidi hanno coinvolto pazienti in condizioni critiche, ma nessuno di loro era in fin di vita.

Secondo l’accusa, il medico somministrava una combinazione letale di farmaci durante le visite a domicilio, ovviamente senza alcun consenso da parte dei pazienti. Johannes in più occasioni ha appiccato, o a cercato di appiccare, incendi al fine di cancellare le proprie tracce. Nel luglio del 2024, i pubblici ministeri affermano che l’uomo, poco prima del suo arresto, aveva ucciso due persone nello stesso giorno. Prima un uomo di 75 anni nella sua abitazione e, qualche ora dopo, una donna di 76 anni in un quartiere vicino. Nell’ultimo caso, il medico ha cercato di appiccare un incendio nella casa della donna, tuttavia senza riuscirci.

Dopo un anno di silenzio arriva la confessione

Durante il processo proseguito circa per un anno, il medico non ha mai detto nulla. Il mese scorso, però, l’uomo ha deciso di confessare, dichiarando di aver «ucciso delle persone», cioè dodici pazienti gravemente malati. Successivamente ha affermato che il suo intendo era di risparmiare loro «sofferenza e infermità». «Durante tutto questo periodo, ho sempre pensato che questa fosse la cosa migliore per tutti», ha aggiunto. Dalle parole di alcuni parenti vicini alle vittime, tuttavia, emerge un forte desiderio da parte dei pazienti uccisi di progetti futuri e desiderio di «continuare a vivere».

Il tribunale ha stabilito che la colpevolezza del medito era particolarmente grave. Dopo aver scontato la pena detentiva, gli è stato ordinata la custodia cautelare. Inoltre, gli è stato imposto il divieto di esercitare la professione medica a vita.

Stefania Cirillo