I 27 Paesi dell’Unione europea hanno deciso all’unanimità di aprire un nuovo cluster di negoziati di adesione con Ucraina e Moldova, segnando un ulteriore passo nel loro lungo e complesso percorso verso l’adesione dei due Paesi.
Viene sottolineato che è necessario “lavorare per rafforzare la sicurezza futura dell’Ucraina e del continente europeo” e tener conto delle interferenze della Russia. Pertanto, con 460 voti favorevoli, 136 contrari e 59 astensioni, i deputati europei hanno accolto con favore l’apertura, avvenuta a giugno, del primo gruppo tematico (cluster) dei negoziati di adesione ed espresso l’auspicio che gli altri capitoli negoziali vengano aperti a breve. L’Eurocamera ha inoltre lodato gli sforzi di Kiev nel “rafforzare le proprie istituzioni democratiche e salvaguardare la separazione dei poteri durante la guerra”, in particolare i progressi compiuti nella riforma del sistema giudiziario e nella lotta alla corruzione.
“Il proseguimento delle riforme del sistema giudiziario e il lavoro senza ostacoli delle istituzioni anticorruzione restano essenziali per avanzare nel percorso di adesione e rispondere alle aspettative dei cittadini”, ha spiegato l’eurodeputato del Partito popolare europeo (PPE), nonché relatore della relazione, Michael Gahler. I deputati hanno anche respinto le passate pressioni dell’Amministrazione statunitense affinché l’Ucraina organizzi elezioni durante con la guerra in corso con Mosca.
Anche la Moldova è stata elogiata per i progressi delle riforme legate all’adesione all’Unione europea, inclusi giustizia e anticorruzione, “nonostante le continue interferenze straniere guidate dalla Russia”. Con 505 voti favorevoli, 115 contrari e 45 astensioni. Il Parlamento ha accolto con favore l’apertura dei negoziati di adesione sui “cluster fondamentali”, esortando gli Stati membri in seno al Consiglio ad aprire senza ulteriori indugi gli altri.
La decisione di venerdì si inserisce sulla scia della spinta generata dal cambio di governo in Ungheria, che ha posto fine a due anni di blocco del processo di adesione dell’Ucraina. Il nuovo primo ministro ungherese, Péter Magyar, ha revocato il contestato veto all’inizio di giugno, spianando la strada all’apertura del cluster uno, noto come «fondamentali».
La Commissione europea ritiene che sia l’Ucraina sia la Moldova siano tecnicamente pronte ad aprirli tutti. Spetta quindi alla politica decidere i prossimi passi. Kiev ha chiesto pubblicamente di compiere tutti i passi prima della pausa estiva, un obiettivo condiviso dalla Commissione e dalla maggioranza degli Stati membri. «È importante mantenere questo slancio», ha dichiarato un diplomatico.
Magyar però ha espresso forti riserve su un ritmo così rapido, sostenendo che equivarrebbe a una «adesione accelerata» e finirebbe per indebolire i negoziati di adesione con i Paesi dei Balcani occidentali, in attesa da molto più tempo.





