Negli ultimi cinque anni il modo in cui gli italiani spendono per divertirsi si è spostato quasi tutto su uno schermo. Nel 2024 il mercato dei videogiochi ha sfiorato i 2,4 miliardi di euro, ma è solo la parte più visibile di un’economia digitale molto più ampia, fatta di app, contenuti scaricabili e piattaforme di gioco. È un cambio di abitudini che coinvolge 14 milioni di persone, un terzo della popolazione tra i 6 e i 64 anni. Vale la pena guardare da vicino dove finiscono questi soldi.
Il fisico arretra, il digitale prende tutto
Il dato che racconta meglio il cambiamento arriva dai numeri di IIDEA sui videogiochi. Nel 2024 il segmento software ha toccato 1,8 miliardi di euro, in crescita dell’11%, e quasi nove copie su dieci sono state acquistate in formato digitale: solo l’11% passa ancora dallo scaffale fisico. A trainare la crescita sono soprattutto le app, arrivate a 903 milioni di euro, mentre l’hardware, cioè console e accessori, è calato del 18%.
Non stupisce che proprio la copia fisica sia diventata terreno di scontro tra gli appassionati. Le polemiche sull’assenza del disco e sulle edizioni premium di un titolo atteso come GTA 6 (ne abbiamo parlato in questo approfondimento) sono il sintomo di un mercato che ha smesso di ragionare per oggetti e ha iniziato a ragionare per accessi, abbonamenti e download.
Quando divertirsi diventa un’economia da miliardi
Lo stesso spostamento verso il digitale ha investito, con numeri ancora più grandi, il gioco regolamentato. Nel 2024 la raccolta del gioco online in Italia ha raggiunto i 92 miliardi di euro, di cui circa il 95% restituito ai giocatori sotto forma di vincite. È il comparto cresciuto di più in assoluto, +153% rispetto al 2019, mentre nello stesso periodo il gioco su rete fisica è arretrato del 12% e non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla pandemia.
Al netto delle vincite, la spesa reale degli italiani per il gioco legale si è fermata a 21,5 miliardi di euro. È una cifra che pesa sull’economia e sul gettito dello Stato, e spiega perché quello del gioco a distanza sia oggi uno dei settori più normati dell’intero mondo digitale, sotto la vigilanza dell’ADM.
Come si orienta chi gioca
Più il mercato cresce, più diventa difficile scegliere. Gli operatori con licenza ADM sono decine, e ognuno propone cataloghi enormi, bonus di benvenuto e percentuali di ritorno al giocatore differenti. Solo tra i primi dieci nomi del settore si confrontano piattaforme con oltre 2.000 titoli disponibili e RTP dichiarati che sfiorano il 98%.
Per non perdersi tra questi numeri, molti utenti partono dalle classifiche indipendenti: i siti di casinò verificati da iGaming.com, per esempio, testano ogni operatore prima di inserirlo nella loro selezione dei migliori casinò online in Italia, controllando licenza, giochi, metodi di pagamento e assistenza. È lo stesso riflesso che guida la scelta di uno store di app o di una piattaforma di streaming: prima di spendere, si cerca un filtro di cui fidarsi.





