Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha lanciato un allarme relativo alla gonorrea. Il batterio responsabile di questa infezione a trasmissione sessuale, il Neisseria gonorrhoeae, sta infatti imparando a difendersi contro gli antibiotici tradizionali.

Gonorrea resistente agli antibiotici: i soggetti più a rischio

Fino a poco tempo fa, i casi più ostici riguardavano viaggi ed esotici soggiorni all’estero (in particolar modo nel Sud-Est asiatico). Ma, dal 2025, lo scenario è cambiato: il super-batterio ha deciso di mettere le radici in Europa, iniziando a trasmettersi a livello locale. Francia, Germania, Svezia e Regno Unito sono già in cima alla lista dei Paesi che registrano i picchi più alti. Il vero problema è che le nostre armi migliori, come la ceftriaxone e l’azitromicina (ovvero i farmaci di riferimento), stanno perdendo colpi. Se il batterio continua a fronteggiare gli antibiotici sopracitati, curarsi diventerà più complicato. E non parliamo di un fastidio passeggero: se trascurata, la gonorrea può causare danni seri, tra cui l’infertilità.

I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: negli ultimi dieci anni i contagi in Europa sono volati con un +303%. Nel 2024 abbiamo toccato il record storico con oltre 106.000 casi, anche se va detto che oggi facciamo molti più test e controlli rispetto al passato. Guardando la mappa dei contagi, i più colpiti sono gli uomini tra i 25 e i 34 anni e le donne tra i 20 e i 24 anni, con la trasmissione tra uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini che copre il 62% dei casi. Ora, chi rischia di più? L’ECDC rassicura sul fatto che per la popolazione generale il pericolo resta basso. La faccenda si fa invece più preoccupante, con un rischio da basso a moderato, per chi ha partner frequenti o ha la rischiosa abitudine di evitare il preservativo con incontri occasionali.

Stefania Cirillo