Sabato l’Ucraina ha attaccato una nave iraniana nel Mar Caspio. L’Iran ha detto che un marinaio è morto e un altro è rimasto ferito, e che si trattava di una nave commerciale. Ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto invece che trasportava un carico militare tra Russia e Iran. Non ci sono notizie su quanto sia stata danneggiata la nave.
Il governo iraniano ha convocato i rappresentanti diplomatici ucraini a Teheran, e ha discusso la questione al telefono con l’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri Kaja Kallas. Fin dall’inizio della guerra, la Russia ha usato droni di produzione iraniana per bombardare l’Ucraina, che ha sviluppato infatti dei sistemi di difesa poi molto richiesti dai paesi del Golfo negli scorsi mesi.
Il fronte nel Mar Caspio e l’avvertimento a Kiev
Il duro monito di Nikzad arriva a stretto giro dal comunicato con cui il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato formalmente l’attacco subito da una nave commerciale battente bandiera o legata all’Iran nel Mar Caspio, un raid che secondo le autorità di Teheran ha provocato la morte di un marinaio e il ferimento di un altro. L’alto funzionario ha ribadito che qualsiasi territorio o posizione utilizzata come base per un’aggressione contro la Repubblica Islamica diventerà un “obiettivo legittimo” per le forze armate iraniane. Nel mirino di Teheran finiscono apertamente anche i governi europei — con esplicito riferimento a Gran Bretagna, Bulgaria e Ucraina — invitati a non farsi strumentuallizzare da Washington.
Il discorso di Nikzad non ha risparmiato Washington, definendo “criminali” le mosse degli Stati Uniti nell’area e ribadendo che la situazione nello Stretto di Hormuz è ormai compromessa in modo irreversibile rispetto agli equilibri prebellici. In un passaggio particolarmente acceso, il vicepresidente del Parlamento ha lanciato un avvertimento diretto al presidente americano, suggerendo un ritiro immediato dalla regione per evitare perdite di vite umane tra i soldati statunitensi, e ribadendo che Teheran non intende fare sconti sulla punizione per i raid subiti e per l’uccisione dei propri leader.





