Forse solo nei peggiori incubi abbiamo pensato a un contesto geopolitico e sociale simile. Eppure, le ipotesi passate e le supposizione su come sarebbe stato il futuro non avrebbero potuto prevedere simili atrocità perpetrate per anni: il genocidio a Gaza, la guerra contro l’Iran, l’invasione in Ucraina, l’ICE e l’inquinamento. Un breve, brevissimo, elenco che racchiude sono una parte del mondo odierno. Eppure, mentre i prezzi della benzina, della spesa e delle cure sanitarie sono diventate inaccessibili, la Casa Bianca riesce con destrezza a trovare il tempo per altro. Per porre fine alla guerra in Iran, forse? Per prendere le distanze da Israele e punirlo per i crimi di guerra? Nemmeno. Ma per pubblicare l’ennesimo video generato con l’IA, sì. Per quello pare ci sia sempre tempo.
La Casa Bianca continua con i video parodia IA: questa volta i protagonisti sono Trump e J.D. Vance
È stata la stessa Marjorie Taylor Greene, ex deputata e un tempo alleata di Trump, a rimarcare il concetto. «La gente non riesce a permettersi benzina, spesa, affitto e assistenza sanitaria e questo è lo strano, imbarazzante schifo che l’account ufficiale della Casa Bianca pubblica», ha scritto. Che si tratti di un mal riuscito tentativo di avvicinare al partito una certa fetta di pubblico o ironizzare in un momento storico in cui c’è ben poco di ironico, questo non ci è dato saperlo. Quel che è certo è che la Casa Bianca ha ritenuto opportuno pubblicare sul proprio account ufficiale un video parodia generato con l’IA di Rick and Morty. La clip è diventata virale in pochissimo tempo, generando altrettanto velocemente una serie di polemiche e critiche.
Nel video abbiamo l’onore di vedere il presidente Donald Trump e il vicepresidente J.D. Vance alla guida di un disco volante mentre cercando di fuggire da un demone alato. Nella clip possiamo anche vedere un alieno spaziale arrestato dallo zar della frontiera, Tom Homan, e il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, intento a rimuoversi il volto rivelando di essere un robot. Questo intrattenimento di alta classe si conclude con la scritta luminosa “MAGA”, giusto a scanso di equivoci. Come molti sapranno, questo non è l’unico video simile, anzi. La Casa Bianca, così come Trump stesso, sono soliti sfruttare meme, serie televisive e film in voga. Che questi siano prodotti ben riusciti non sta a noi dirlo.
La guerra “memetica”
Kurt Sengul, ricercatore alla Macquarie University in Australia, parla addirittura di “guerra memetica”, ma perché? Lo abbiamo sottolineato poco prima: Trump è solito avvalersi di elementi tipici della cultura pop per scopi ben precisi. Il primo, e sicuramente il più evidente, è quello di schernire e ridicolizzare i suoi avversari politici e i gruppi marginalizzati. In questa occasione, forse con maggior rilevanza rispetto alle altre, le tempistiche sono state considerate sbagliate. Greene, infatti, ha etichettato il filmato come «patetico» e «insensibile». Lo stesso giudizio è arrivato da altri utenti che ribadiscono lo stesso concetto. Un’altra richiesta comune che giunge direttamente dal pubblico è rivolta a Dan Harmon e Justin Roiland, i creatori della sitcom animata di fantascienza invitandoli a fare causa alla Casa Bianca.
Stefania Cirillo





