Caso Emanuela Orlandi che potrebbe riaprirsi: nella sede della Nunziatura apostolica, in un edificio di proprietà della Santa Sede, durante alcuni lavori sono rinvenute delle ossa umane.
Caso Orlandi che potrebbe nascondere una probabile svolta. Il ritrovamento delle ossa è avvenuto nel pomeriggio di venerdì.

Il ritrovamento
Mentre quattro operai addetti alla ristrutturazione stavano rifacendo il massetto del pavimento di un locale annesso alla sede della Nunziatura si sono imbattuti in uno scheletro. È stato rinvenuto sotto una delle stanze del piano interrato. Poi altri frammenti di ossa. Raccontano gli operai che lavoravano alla ristrutturazione di una parte del palazzo: “Stavamo scavando. Avevamo tolto il pavimento. Poi abbiamo visto le ossa. Abbiamo dato subito l’allarme”.

Un primo esame delle ossa trovate confermerebbe che si tratterebbe di un corpo di donna. L’evidenza emergerebbe dallo studio delle ossa del bacino. Gli altri frammenti ritrovati vicino, invece, sembrerebbero possano appartenere ad un altro corpo.
Le indagini
Ora le autorità indagano per capire se si tratti di Emanuela oppure di Mirella Gregori, l’altra ragazzina scomparsa quaranta giorni prima. Si pensa che entrambi i casi siano connessi. Ad oggi non sono stati ancora trovati i resti di nessuna delle ragazze. Né si sa il motivo della loro scomparsa.

I magistrati, che si sono recati sul posto, hanno disposto l’analisi dei resti. Intanto, si ipotizza il reato di omicidio. Si dovrà infatti capire come mai siano state occultate ossa umane in un edificio vaticano. Basteranno 7-10 giorni per capire se quei resti possano effettivamente appartenere ad Emanuela.

Il legale della famiglia Orlandi
“Siamo in attesa di avere ulteriori chiarimenti. Vogliamo sapere per quale motivo il ritrovamento è stato immediatamente accostato ad Emanuela Orlandi” spiega l’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia di Emanuela.

Interviene anche Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella, che spera “di mettere la parola fine alla vicenda”.

Patrizia Cicconi





