Ci sono voluti 58 anni di Coppa Libertadores per assistere al primo superclásico argentino in finale del torneo continentale più importante. È una “prima volta”, ma anche un'”ultima”. Non ci sarà mai più, infatti, una finale di Libertadores con la formula andata e ritorno. A sfidarsi le due compagnini più blasonate di tutte, le rivali di sempre, quelle che in origine si dividevano un singolo quartiere di Buenos Aires, la Boca, troppo piccolo per contenere la passione di entrambe le tifoserie: Boca Juniors e River Plate. Xeneinzes e Millonarios. Bosteros e Gallinas. Bombonera e Monumental. Oggi il primo atto della sfida che segnerà un’epoca del calcio sudamericano. Diverse sono stati i fattori che hanno aumentato la mistica di questa passionale doppia sfida: prima le polemiche arbitrali dopo la semifiinale tra il River Plate e il Gremio di Porto Alegre (che ha reclamato sia per le decisioni in campo dell’arbitro, che per quelle post partita sul tecnico dei Millonarios Gallardo, reo di aver violato la squalifica andando a caricare la squadra nell’intervallo); poi per le date e gli orari per le quali non si riusciva a trovare un accordo (anche in considerazione del fatto che dal 30 novembre a Buenos Aires ci sarà il G20) ; e infine per le condizioni climatiche, che hanno posticipato di un giorno il match di andata a causa di un nubifragio sulla capitale argentina.

Ma il giorno è finalmente arrivato. Bosteros e Millos hanno potuto finalmente potuto scaricare la tensione che da più di una settimana imperversava per le strade di Buenos Aires, di Argentina e di tutto il Sudamerica. Alle 16 locali alla Bombonera la Doce, la curva boquense, era già sul punto di far crollare lo stadio, mentre i tifosi millos, per ragioni di sicurezza, si sono potuti radunare solo sotto il proprio stadio di Nuñez (il Monumental) senza poter presenziare alla finale d’andata.
El Melizzo Barros Schelotto ha confermato l’11 titolare della semifinale di ritorno contro il Palmeiras. Dunque sono rimasti ancora una volta seduti in panchina El Pipa Benedetto, Zarate e Tevez in avanti. Scelte sorprendeti, invece, quelle prese dal Muñeco Gallardo, che ha dovuto supplire alle 6 diffide nella sua formazione, tra cui soprattutto i due difensori centrali. Confermati El Pity Martinez dietro la coppia Borré-Pratto in attacco e Ezequiel Palacios in cabina di regia.
Il River ha approcciato meglio al match ed è andato vicino al vantaggio prima con una punizione al veleno di Pratto diretta all’incrocio, poi con un colpo di testa di Martinez Quarta che non ha trovato la porta di un soffio, e infine con un’altra capocciata di Pratto che ha impegnato Rossi. Ma è al minuto 34′ che il superclásico è definitivamente espoloso: Wanchope Abila ha sparato da posizione defilata una doppia fucilata che ha bucato le mani di Armani, non esente da colpe, e che ha fatto quasi venir giù le tribune della Bombonera. Il vantaggio del Boca è però durato solo qualche secondo: neanche il tempo di fischiare la ripresa del gioco e Pity Martinez ha imbucato alla grande per Lucas Pratto, che ha incrociato un gran destro per il pareggio. Il River ha continuato a produrre più gioco e occasioni, ma nei minuti di recupero del primo tempo è stato l’idolo della Doce Darìo El Pipa Benedetto, subentrato al posto dell’infortunato Pavon, a trovare l’incornata giusta su una punizione dalla trequarti che ha gonfiato di nuovo la rete della porta del River e fatto scattare il delirio tra i tifosi Bosteros. Nonostante sia stato il River ad avere le idee più chiare nei primi 45′, il Boca ha chiuso in vantaggio, facendo leva sui grandi giocatori a disposizione del Mellizo.

Nel secondo tempo il River è entrato nuovamente con buon piglio, continuando a giocare meglio il pallone a centrocampo rispetto al Boca. Al 61′, da una punizione sulla trequarti Xeneize, il River ha trovato il pareggio grazie ad un colpo di testa maldestro del difensore boquense Izquierdo, che ha messo alle spalle del suo portiere il 2 a 2, ammutolendo la Bombonera. La partita è corsa sulla stessa linea per tutto il secondo tempo: ruvida, spezzettata e poco fluida. Il River ha lasciato campo al Boca nei minuti finali, che ha cercato il colpo vincente fino al 90′, inserendo anche Carlitos Tevez per il quarto d’ora finale. È proprio nel minuto conclusivo che è capitata la palla della vittoria per il Boca, sui piedi giusti, quelli di Benedetto, che però, messo davanti al portiere in completa solitudine, ha sparato dritto sul corpo di Armani che ha così riscattato gli errori sul primo gol. Un erroraccio che probabilmente non farà dormire a sonni tranquilli il Pipa in questi giorni. La partita si è conclusa così sul 2 a 2, che – in considerazione del fatto che i gol fuori casa non valgono doppio come in Europa – lascia ancora tutto aperto per la gara di ritorno. Di fatto, però, è la banda del Muñeco Gallardo ad esultare, poiché potrà contare sull’apporto dei 66 mila del Monumental per il secondo atto di questa sfida, che fremeranno come non mai all’idea di festeggiare sulle carcasse dei giocatori del Boca. Appuntamento al 24 di novembre!





