Quest’oggi avrebbe compiuto 70 anni. Gilles Joseph Henri Villeneuve è uno dei piloti più rappresentativi della Formula 1 a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta. Un pilota che avrebbe meritato maggiore fortuna, ma che rimarrà sempre nel cuore di tutti gli appassionati. Le sue gesta ed il suo stile di guida non verranno mai dimenticati.
Ricordando Gilles Villeneuve. Dalla sua scomparsa nel 1982 in quel pomeriggio belga, si è scritto e si è raccontato molto sul “Piccolo Aviatore”. Il palmarès dice poco di un pilota mai dimenticato, capace di far appassionare la gente comune alla Formula 1 come solo pochi sono riusciti a fare. Sei vittorie in cinque stagioni, come Jacques Laffite, Riccardo Patrese e Ralf Schumacher per intenderci. Lui, però, era ben oltre i numeri.
Gilles Villeneuve, quando i numeri non fanno una leggenda
Quando si parla di motorsport, guardare i numeri è sempre un’arma a doppio taglio. Il numero di gran premi disputati, di vittorie, di giri veloci e di pole position rendono poche volte l’idea del pilota e, soprattutto, del personaggio. Con l’evoluzione della Formula 1, paragonare piloti di diverse epoche è molto complesso: dalla diversità delle vetture alla diversità del sistema di punteggio. Alcuni piloti, però, vengono riconosciuti come leggende a prescindere dai numeri.
Gilles Villeneuve rientra sicuramente in questa categoria. Una categoria di pochi eletti che hanno lasciato un segno indelebile nella Formula 1. Piloti come Alberto Ascari, Jim Clark e così via sono difficilmente paragonabili ad altri protagonisti. Quando si parla di Villeneuve, non c’è paragone che tenga perché, anche non diventando mai Campione del Mondo, è entrato nel cuore di ogni appassionato di Formula 1.
Un ragazzo semplice, leale, amante della famiglia con una sola passione: la velocità. Quella passione lo portò inizialmente a correre sulle motoslitte, diventando Campione del Mondo nel 1974. Tuttavia, per Gilles non era abbastanza. Contemporaneamente, cominciò a correre in Formula Ford vendendo anche la propria casa per correre dimostrando una passione senza confini. Una passione che, nel 1977, lo portò in Formula 1 all’improvviso.
Nel corso di tutta la sua carriera, il mito di Villeneuve è cresciuto anche grazie al suo stile di vita. L’amore per le corse era sempre affiancato dal grande attaccamento alla famiglia. Per la maggior parte della stagione, Gilles Villeneuve viveva in un motorhome con la moglie Joanna ed i figli Melanie e Jaques, futuro Campione del Mondo. Anche in queste piccole cose, Gilles si dimostrò fuori dal comune.
Gilles Villeneuve, le prodezze che lo hanno trasformato in leggenda
Dopo l’esordio nel Gran Premio di Gran Bretagna 1977 alla guida della McLaren M23, Enzo Ferrari lo scelse per sostituire Niki Lauda per le ultime due gare della stagione. Le due disastrose gare d’esordio, condite dal terribile incidente in Giappone, portarono tutti a definirlo come pilota di motoslitte. A tutti sembrò che Enzo Ferrari aveva preso un abbaglio, ma il Drake vide più lungo di tutti, ancora una volta.

Digione 1979, quel duello con Rene Arnoux. Probabilmente è stata la gara che ha consacrato Gilles Villeneuve agli occhi degli appassionati. La determinazione nel non voler mollare fino alla fine, lo portò a scatenare un duello memorabile con Arnoux. Una lotta memorabile, per un secondo posto. In quel momento molti scettici capirono definitivamente il grande talento di Villeneuve. Enzo Ferrari, ancora una volta, aveva visto giusto.
Zandvoort 1979, boia chi molla! Enzo Ferrari cercava sempre nei propri piloti quella determinazione fuori dal comune, quella voglia di non mollare mai. Mentre era in testa al Gran Premio D’Olanda, Villeneuve esagerò nuovamente e forò una ruota posteriore: gara compromessa. Il canadese non mollò e provò a rientrare ai box alla guida di una 312 T4 con oramai tre ruote e guidata con una sola mano. Follia? No, era Villeneuve.

Monza 1979, un compagno leale. Dopo il ritiro a Zandovoort, Gilles promise di aiutare il compagno di squadra Jody Scheckter a vincere il mondiale a Monza. Villeneuve mantenne la parola: l’arrivo sul traguardo è una parata trionfale targata Ferrari con Scheckter vincitore e Campione del Mondo davanti al canadese. Una lealtà che lo contraddistinse sempre.
Canada 1981, a cosa serve la vista? Sotto una pioggia torrenziale, Villeneuve guida come se l’asfalto fosse asciutto dominando al corsa. Al 38 esimo giro, tocca una Lotus e danneggia l’ala anteriore. L’alettone è instabile: comincia a piegarsi sempre di più a tal punto che Gilles è costretto a guidare alla cieca. Malgrado il grande pericolo, prosegue la corsa fino a che l’alettone non si staccò conquistando un terzo posto memorabile. Essere un pilota di motoslitte, a volte, è un vantaggio.
Monaco e Jarama 1981, i due capolavori del Piccolo Aviatore. Due gare ostiche, difficili dove Villeneuve ha gestito, sofferto e guidato con grande intelligenza. Si comincia ad intravedere sempre di più un pilota maturo, pronto a diventare Campione del Mondo. Questi GP dimostrarono un pilota completo come non lo è mai stato nel corso della propria carriera.
Gilles Villeneuve, il ricordo di un grande campione
Ricordare un pilota, un personaggio, un uomo come Gilles Villeneuve non è mai semplice. Le sue gesta sono note a tutti, la sua triste fine anche. Un pilota che avrebbe potuto ottenere di più per il talento che aveva: qualche gara o, con maggiore calcolo, quel titolo mondiale nel 1979. Certamente avrebbe meritato molto di più di quanto raccolto, ma sarebbe leggenda?
Quando si ricorda di un pilota molte volte si pensa a quanto avrebbe potuto ottenere. Nel caso avesse vinto più gare, avesse vinto il titolo, sarebbe ricordato allo stesso modo? Probabilmente si, ma le prime cose che verrebbero in mente sarebbero quelle vittorie oppure il titolo.
A Gilles non servivano vittorie per essere ricordato perché il suo talento e le sue acrobazie in pista non potrebbero mai essere dimenticate. I risultati sono in linea con un pilota passionale, determinato, voglioso di andare sempre più veloce oltre i limiti del mezzo. Il vero ricordo è nella passione che era in grado di trasmettere a tutti, dai veri appassionati ai semplici curiosi. Per questo, non verrà mai dimenticato. Ed è per questo, che noi, lo ricorderemo sempre.
Salut Gilles
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