Stracittadina dominata, Roma annientata e mai in partita Come possono le sole parole descrivere le emozioni provate sabato sera da ogni tifoso laziale?

Come descrivere la gioia di Danilo Cataldi, laziale cresciuto nella Lazio e dalla Lazio lanciato nel calcio che conta, mentre insacca il gol del 3 a 0 che chiude il derby proprio sotto la Curva Nord, e corre come un matto verso i suoi tifosi? Storie di un calcio antico, romantico, fatto di passione, di cuori che palpitano, di una tensione che toglie il fiato per 90 minuti, salvo poi esplodere in un urlo liberatorio e in una gioia che non ti fa stare fermo, tanto da toglierti il sonno della notte.

I festeggiamenti dei giocatori subito dopo il triplice fischio finale (PHOTO CREDITS: ANSA/CLAUDIO PERI)

Una Lazio perfetta

La Lazio è stata semplicemente perfetta e più forte di tutti gli imprevisti e infortuni che l’hanno falcidiata nelle ultime settimane: la squadra di Simone Inzaghi ha messo sotto la Roma fin dal primo minuto di gioco, pressando e attaccando i giallorossi nella loro area di rigore e dimostrando di avere fame di vittoria.

Caicedo salta Olsen e apre le marcature del derby (PHOTO CREDITS: goal.com)

La rivincita di Caicedo

Il giusto premio per questo atteggiamento non si è fatto attendere, e già al dodicesimo del primo tempo i biancocelesti passavano in vantaggio grazie ad uno strepitoso Caicedo. Già proprio Felipe Caicedo, l’uomo su cui erano puntati tutti i riflettori in casa laziale dopo il forfait dell’ultimo minuto Ciro Immobile per le solite noie muscolari. Un gol da vero rapace d’area da parte di un giocatore sempre criticato, a volte pure troppo (anche da parte di chi scrive…), per la sua poca concretezza sotto porta: non poteva esserci rivincita più bella per la Pantera ecuadoregna che in questo campionato ha sì segnato solo 4 gol, di cui uno su rigore, ma è risultato quasi sempre decisivo, regalando alla Lazio sei punti nelle partite contro Frosinone ed Empoli e aprendo le danze contro la Roma.

Il Tucu Correa (PHOTO CREDITS: laziochannel.it)

Correa l’uomo-partita

Se Caicedo ha potuto timbrare il suo primo gol nella stracittadina il merito è anche di un assist al bacio servito da un ispiratissimo Correa, vero uomo partita del derby: il Tucu argentino, apparso sottotono nelle ultime sfide, è stato il fenomeno della serata e ha letteralmente spaccato in due la partita, prima con l’assist dell’1 a 0 e poi, nel secondo tempo, vincendo il duello contro Fazio e procurandosi il calcio di rigore trasformato da Immobile. Anche per l’argentino l’apoteosi biancoceleste ha regalato una bella rivincita contro chi in maniera ingenerosa non gli ha mai risparmiato stroncature, ritenendolo non all’altezza di Felipe Anderson.

Ciro Immobile festeggia il rigore trasformato (PHOTO CREDITS: it.eurosport.com)

Ciro Immobile, guerriero vero

Su Ciro Immobile, sono finite le parole di elogio. L’attaccante napoletano non doveva neppure essere della partita, fermato alla vigilia della partita da una ricaduta ai flessori, problema che lo tormenta da tempo: ma un condottiero come lui non poteva rinunciare del tutto alla partita più importante, per cui entra e nel giro di nove minuti trasforma il rigore del 2 a 0, dedicandolo alla moglie Jessica incinta di un maschietto, e rompe il digiuno di gol che per un bomber come lui cominciava a pesare come un macigno. Chapeau!

Inzaghi e i suoi uomini: una squadra vera

In generale, però, tutta la squadra e il mister Simone Inzaghi meritano gli applausi dei tifosi per la prova offerta in campo e per l’atteggiamento mostrato: complimenti al mister per la lettura perfetta della partita, preparata al meglio, e per cambi azzeccati, complimenti a Thomas Strakosha per le sue parate su Dzeko e Florenzi che hanno salvato il risultato quando si era ancora sull’1 a 0, e che dire delle prestazioni mostruose di Acerbi, Radu, Lulic, Leiva, Luis Alberto e Milinkovic? Una gara da guerrieri veri, leader nati e trascinatori contro i quali sabato sera non c’era diga o squadra che poteva resistere!

Ma questa vittoria è stata una bella rivincita anche per un giocatore come Bastos, al rientro da un infortunio muscolare e sempre bersagliato per alcuni errori grossolani e frequenti sbavature difensive: l’angolano, che già in Coppa Italia aveva ben figurato, contro la Roma ha sfoderato una prova più che convincente, ha neutralizzato con disinvoltura gente come Dzeko, El Shaarawy e Perotti, ha fatto a sportellate un po’ con tutti e si è inteso alla perfezione con i compagni di reparto, permettendo alla Lazio di uscire vittoriosa e con la porta inviolata.

La gioia smisurata di Cataldi dopo la rete del 3 a 0 (PHOTOCREDITS: lazionews24.com)

La notte di Danilo e il sogno dei laziali

Ma forse questa è stata e sarà la notte di Danilo Cataldi: alzi la mano il tifoso laziale che al gol del 3 a 0 non si è rivisto nel ragazzo di Ottavia, non si è emozionato fin quasi alle lacrime. Con il suo gol e la sua corsa impazzita sotto la curva Danilo ha realizzato il suo sogno ma, anche solo per un attimo, anche il sogno di tutti i laziali: giocare in un derby ed entrare nel tabellone dei marcatori. Era dai tempi di Paolo Di Canio e da quel 3 a 1 da sogno nel derby del 06 gennaio 2005 che un laziale cresciuto nella Lazio non segnava al derby. Che cosa si poteva chiedere di più, in una notte di inizio marzo?