Tanta paura, per fortuna nessun danno a case e persone, questo il primo bilancio della forte scossa di terremoto avvertita nella notte nel centro Italia. Sono le 2.02 quando la terra torna a tremare, tra le zone già devastate dal terribile terremoto del 2016, nei comuni di Norcia, Arquata del Tronto e Accumuli.

I sismografi dell’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) registrano una prima forte scossa di 4.1 della scala Richter, con una profondità di 8 km con epicentro a 4 Km da Norcia, in provincia di Perugia, 13 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e 14 da Accumuli (Rieti). Lo sciame sismico è proseguito per diverse ore con ben 38 scosse di lieve intensità.

Gli abitanti delle zone colpite, si sono riversate per le strade ripercorrendo il triste ricordo del 2016 in cui il terremoto di magnitudo 6.0 costò la vita a centinaia di persone e mise in ginocchio l’intero centro Italia.

Terremoto Centro Italia, l’incubo sfollati

Non c’è il tempo di pensare cosa stia accadendo, si scappa e basta, l’unica cosa a cui pensi sono i propri cari, a dove si trovino in quel momento

Massimo 50 anni agricoltore, indossa le pantofole e scuote la testa perché ancora una volta si trova lì, nel suo paese, la sua terra che non riesce ad abbandonare.

Ho pensato tante volte di trasferirmi altrove con la mia famiglia, ma eccoci ancora qui. Ormai le nostre vite non sono più le stesse da quel terribile 24 ottobre del 2016. Viviamo in uno di quei moduli antisismici, ma la paura non ci ha più lasciati

Purtroppo a distanza di tre anni sono ancora tante le cose da fare nelle zone devastate dal terremoto del 2016. Ad oggi si stimano quasi 50 mila persone fuori dalle proprie case e tonnellate di macerie da rimuovere.

Le zone a rischio sismico in Italia

Secondo l’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia, l’Italia è suddivisa in 4 zone in base al rischio sismico.

La prima zona considerata ad alto livello sismico è costituita dalle seguenti regioni: Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Molise, Calabria, Campania e Sicilia.

La seconda zona denominata a medio rischio sismico è composta da: Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Basilicata.

La terza zona con basso rischio sismico interessa le regioni di: Lombardia, Toscana, Piemonte e Liguria.

Infine la quarta zona con sismicità decisamente ridotta è composta da : Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige e Sardegna.

Terremoto, un fenomeno naturale ed imprevedibile

Gli esperti ci insegnano che il terremoto è un fenomeno del tutto naturale è per questo imprevedibile. Causato nella maggior parte dei casi dallo scontro di blocchi di crosta terrestre detti placche tettoniche.

L’energia sprigionata dalla frizione delle placche, produce una serie di onde sismiche che si propagano e vengono avvertite in superficie. Il punto in cui ha origine il fenomeno sismico si chiama epicentro. L’intensità del terremoto è dovuta dall’entità della frattura delle rocce interessate.

Gli effetti visibili di tale fenomeno sono suscettibili in base a svariati fattori quali: la profondità, la resistenza delle costruzioni umane alle sollecitazioni sismiche.

Le zone con più elevata attività sismica sono concentrate sulle maggiori linee di contatto delle placche tettoniche. Di solito ha una durata che non supera il minuto.

Le scale di misurazione di un evento sismico sono due: la Scala Richter, per quanto riguarda il valore di energia sprigionato, e la Scala Mercalli, per quanto concerne il grado di percezione sulle persone e gli effetti prodotti sulle cose.

Il terremoto resta uno dei fenomeni più minacciosi per l’uomo, proprio per la sua imprevedibilità.