La poliziotta di Dallas Amber Guyger è stata condannata a dieci anni di detenzione per l’omicidio di Botham Jean.

Tra continue tensioni e scontri con la polizia statunitense, il movimento Black Lives Matter vede un faro di speranza nella condanna della poliziotta Amber Guyger.

Vicini di casa, Botham Jean si trovava nel suo appartamento quando la poliziotta, credendo di essere nella sua abitazione e riconoscendo l’uomo come un intruso, gli ha sparato a morte.

Gli avvocati della famiglia chiesero per la donna una condanna simbolica di 28 anni, quelli che avrebbe avuto oggi Botham Jean. Nonostante questo, dopo la condanna da parte del giudice per il reato di omicidio, la giuria si è espressa limitando la pena a 10 anni. La loro decisione unanime è stata dettata dalla vista dei messaggi razzisti che la poliziotta inviava dal suo telefono.

Comizio durante gli ultimi giorni di processo contro la poliziotta Amber Guyger. Fonte: Flickr.

Nell’ultimo giorno di processo, la corte ha assistito alla testimonianza del fratello minore della vittima, Brandt. Rivolgendo lo sguardo all’accusata, le ha espresso il suo perdono e poco dopo l’ha abbracciata. Brandt ha riferito che “amava (Guyger) come una persona” ancora prima di abbracciarla.

Il suo gesto è stato osannato dalla comunità afroamericana per la capacità di sorpassare la violenza e l’odio, facendosi portatore dei valori di rispetto e pace, da sempre pilastri del movimento Black Lives Matter.

Dopo la lettura della condanna, la madre di Botham Jean, gli avvocati e i rappresentanti del movimento si sono riuniti davanti ai giornalisti. In un breve discorso hanno dedicato la condanna e la sua importanza non solo a Jean, ma a tutti gli afroamericani morti per mano della polizia e rimasti senza giustizia.