Kawhi Leonard è il two-way player per eccellenza in grado di coadiuvare una difesa d’elite, con un attacco da vera superstar. L’ala dei Clippers però, è arrivato nella lega come specialista difensivo e ha sviluppato le sue qualità offensive nel corso della carriera. Vediamo come è cambiato il suo gioco nella metà campo avversaria.
La scelta di Popovich

Al draft del 2011 San Antonio acquista la scelta di Indiana e sceglie Kawhi Leonard. Il giocatore era il tassello mancante che avrebbe reso gli Spurs la squadra da battere. Popovich se ne innamora per le doti fisiche,atletiche e difensive senza sapere che sarebbe diventato un ottimo attaccante. Leonard in Texas, dopo un inizio da gregario, ha aggiunto al suo repertorio un buon tiro piazzato e in feadaway. Predilige partire dagli angoli, solitamente sul lato debole, oppure giocare un isolamento uno contro uno in punta. L’ex San Diego State è passato dai 7,9 punti di media del primo anno ai 25,5 nella sua ultima stagione significativa in neroargento.
Veni Vidi Vici

Dopo la turbolenta stagione 2016-17 e l’addio burrascoso, Kawhi si ritrova a Toronto con il compito di portare la squadra al titolo. Neanche a dirlo Leonard in un solo anno in Canada porta i Raptors a un primo storico titolo. L’uomo secondo cui “Board man gets paid” sviluppa un gioco molto diverso rispetto a quello fatto vedere alla corte di Pop. I canestri assistiti sono diminuiti di 10 punti percentili rispetto all’ultima stagione in Texas prima dell’infortunio nonostante Toronto giocasse un basket corale. Inoltre sono aumentati sensibilmente i possessi in isolamento che Kawhi continua a giocare dalla punta. Il suo unico anno fuori dagli Stati Uniti gli vale un nuovo career-high da 26,6 punti di media.
Point-Kawhi

Uno dei punti deboli nel gioco di Leonard era la capacità di creare per gli altri. Non è mai stato un gran passatore e il massimo in carriera per assist era di 3,5 a partita. Arrivato ai Clippers in un quintetto che non vede una point-guard di ruolo Kawhi gioca molto con la palla in mano e funge spesso da facilitatore. Quest’anno distribuisce 5 assist a partita, non una cifra da capogiro ma in netto miglioramento rispetto alle prestazioni passate. L’unico aspetto in cui Kawhi è regredito è il tiro dalla lunga distanza. Il 36,6% di questa stagione è il secondo dato peggiore in carriera (sempre escludendo la stagione delle 9 partite) ed è ben lontano dal 44,3% fatto registrare 4 anni fa. Nonostante questo l’ex-Spurs ha migliorato il suo career-high con quasi 27 punti di media.
Lorenzo Mundi
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