Milan Kundera compie 91 anni, l’autore nato il primo aprile 1929 a Brno, nell’attuale Repubblica Ceca.
Buon compleanno Milan Kundera!
Milan Kundera, l’autore che tutti ricorderete per L’insostenibile leggerezza dell’essere, scritto nel 1982 e pubblicato in Francia due anni anni dopo.
Già negli anni ’50 aveva scritto alcune raccolte di poesia, ma ottenne il primo successo con la raccolta di racconti Amori ridicoli, scritti tra il 1950 e il 1968.
Sette storie in cui al centro della narrazione inadatto alla solitudine e alla continua ricorda della metà della mela.
Nel 1975 lo scritto emigrò in Francia, dove è diventato professore presso le università di Parigi e di Rennes.
Tra le opere pubblicate in Francia ritroviamo Il libro del riso e dell’oblio nel 1978 e L’insostenibile leggerezza dell’essere, pubblicato nel 1984.

In quest’ultimo romanzo siamo nella sua patria, la Cecoslovacchia, uno Stato europeo indipendente esistito dal 1918 al 1992, dal 1993 si è diviso in due, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Grazie a sei casualità incastratesi tra di loro, nasce il sentimento tra Tereza e Tomas.
Lui è un uomo dalle molte amanti e nessuna donna fissa, non possiede nemmeno un letto matrimoniale, per non lasciare la tentazione a nessuna amante di potersi fermare.
Però Tereza appare a Tomas come un bambino messo da qualcuno in una cesta spalmata di pece e affidato alla corrente, un piccolo Edipo.
La prima notte d’amore, Tereza si ammala ed è costretta a fermarsi in casa sua. Una casa su misura per un uomo single.
E poi incontriamo Sabine, amante di Tomas, e Franz, amante di Sabine. Troppo diversi per cercare di capirsi, troppo scoordinati per appartenersi.
Tereza non supererà mai la pesantezza dei continui tradimenti di Tomas e del suo non riuscire a rinunciare alle altre donne, la sua gelosia non le permetterà mai di avere sogni tranquilli.
Sabine, invece, è una pittrice in esilio, una donna libera che incontra Franz e non chiede altro che essere tenuta stretta fra le braccia di lui, un professore già sposato.
Purtroppo però i due si trovano ai poli opposti, si parlano ma non si capiscono. Proprio per loro Kundera scrive il Dizionario delle parole fraintese.
All’inizio lui non vuole lasciare la moglie e lei vorrebbe non dover competere con un’altra donna, poi lui le dà la possibilità di uscire allo scoperto e lei ne sente la pesantezza al punto tale da scappare.
Sullo sfondo di queste due storie d’amore, c’è a guerra e la primavera di Praga, l’invasione comunista e la censura.
Il caso è il vero motore della vicenda narrata, ma non è l’unica tematica affrontata.
Quello che Kundera ci fa capire è che nella vita ricerchiamo la vertigine perché, in fondo, la paura di cadere, ci piace.
In qualche modo, non sopportiamo la leggerezza e, artefici del nostro destino, ci lasciamo incantare dalle innumerevoli casualità che incontriamo nel prendere le nostre decisioni.
Chi tende continuamente “verso l’alto” deve aspettarsi prima o poi d’essere colto dalla vertigine.
Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera?
La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
I suoi libri spingono il lettore a interrogarsi sul ruolo che l’amore ha nelle nostre vite, sul destino, sulla fatalità del caso.
Sulla leggerezza e sulla pesantezza, su quale delle due sia meglio.
Perché, in fondo, non c’è niente di male nel lasciarsi attirare dalla vertigine, perché è nella natura umana, il desiderio di cadere o meglio di sbagliare.
L’insostenibile peso del desiderio di vertigine, forse si riferiva anche a questo.
L’ultimo romanzo risale al 2013, La festa dell’insignificanza.
Serena Votano





