Il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, risponde a Julio Velasco. Nella giornata di ieri Velasco aveva rilasciato un’intervista infuocata alla Gazzetta dello Sport, contestando l’attendibilità del Report “Lo sport riparte in sicurezza”.

Saracco ribadisce che i risultati non sono il prodotto dell’analisi effettuata del Politecnico. L’Università si è limitata a sottoporre alle singole federazione un questionario, elaborato su base scientifica e finalizzato all’autovalutazione. Il dossier rappresenta solo una parte del lavoro da inserire in un quadro più ampio e approfondito. Il rettore assicura inoltre che l’obiettivo è comune. I criteri di ripresa dello sport sono da definire attraverso un dialogo costruttivo tra le parti.

“Quello che è uscito sulla stampa in questi giorni oltre a essere teoricamente secretato dal ministero era solo una bozza. Vado oltre le valutazioni comparative che sono state fatte non sono frutto di un’analisi della nostra Università, ma si basano su dati forniti dalle singole federazioni.

In sostanza il lavoro che è arrivato sul tavolo del ministero si compone di due parti: una elaborata dalle singole federazioni secondo i loro giudizi di valutazione, che ovviamente – come dice giustamente Velasco – differiscono da un caso all’altro e una nostra parte introduttiva in cui noi diamo una valutazione, ma solo su un numero minimo di sport, perché come facilmente comprensibile la mole di lavoro è gigantesca e a differenza delle aziende dove alcuni criteri per la riapertura possono essere assimilabili fra un caso e l’altro, nello sport invece ogni disciplina ha peculiarità ben precise e sono oltre 300 quelle che andranno analizzate”.


Criticità oggettive dello sport


“Non c’è alcun dubbio che facendo sport esiste il cosiddetto effetto scia quindi le distanze che sono consigliabili nelle relazioni “normali” qui aumentano. In più un atleta in movimento ha un metabolismo molto superiore a una persona normale quindi è chiaro che i parametri di cui parliamo sono molto differenti fra loro”.

Dal Politecnico: “Costruire insieme il futuro”


Il lavoro non voleva essere un confronto fra le singole discipline, creando fra esse una graduatoria, ma voleva appunto dare strumenti per andare verso la riapertura. È abbastanza chiaro a tutti la funzione sociale importantissima che ha lo sport in un momento come questo del Paese dei nostri concittadini. Chiaro che vogliamo collaborare a dare a tutti gli strumenti più giusti a capire.

Per cui, come abbiamo già sottolineato, noi e il nostro staff composto di tanti esperti con competenze importanti nel campo specifico della virologia, restiamo a disposizione per continuare questo lavoro pro bono anche nelle prossime settimane per dare nuovi strumenti e per implementare un lavoro che al momento attuale naturalmente non è certo completo e che si sta svolgendo in itinere. Anche perché come sottolineavo prima noi abbiamo preso in esame appena 8 discipline e per analizzarle ci siamo basati su dati diversi da quelli che sono stati forniti dalle federazioni”.

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