Il Bra esce da una stagione complessa, cominciata tutta in salita, ma che con il tempo è andata migliorando, anche grazie al “solito” bomber Francesco Casolla. Il giocatore di Cattolica ci racconta alcuni aspetti dell’ultimo campionato e del calciomercato che lo riguarda, praticamente già avviato…

L’ultima stagione e l’equilibrio del girone

Il Bra, da due stagioni, riconosce nell’attaccante classe ’92 Francesco Casolla, la sua punta di diamante, sopratutto quando si tratta di bucare i reparti difensivi avversari. Basti dire che il ragazzo di Cattolica, lo scorso anno ha firmato 18 reti, e quest’anno, ma con ancora 9 giornate da disputare, l’attaccante ne ha messi a segno 16.

Nell’ultima stagione, tuttavia, la formazione allenata da Fabrizio Daidola, ha faticato molto di più, fatto che Casolla spiega così: “Quando parti con sei sconfitte consecutive, ovvero dopo due mesi nei quali non raccogli quello che semini, dopo è davvero dura tornare sui tuoi passi. La compattezza del gruppo, tuttavia, ci ha permesso di farlo. Quello che abbiamo fatto è stato continuare lavorare a testa bassa”.

Lo scorso anno, dal girone A della Serie D, spiccò il volo verso il calcio professionistico, il Lecco, mentre in questa edizione della Serie D, nel girone del Bra, in testa, prima che tutto si fermasse, la cima della graduatoria è stata conquistata dalla Lucchese, con il Prato subito dietro.

Francesco Casolla sul raggruppamento ci ha detto: “Non c’è stata la squadra che ha ammazzato il campionato. Il tutto è stato molto equilibrato, infatti per un periodo è stato in testa il Prato, poi la Lucchese, all’inizio la Sanremese. Se il campionato non si fosse fermato, credo che fino in fondo sarebbe arrivata la Lucchese. Squadra quadrata, compatta, che dava la sensazione che sarebbe stato comunque difficile fargli gol”.

La voglia di professionismo e le questioni tutele ed under

Nel passato di Francesco Casolla, ci sono oltre 250 gare ufficiali ed 80 gol, curriculum che spazia dalla Serie D (Riccione, Real Rimini, San Nicolò, Sangiovannese, Vigasio, Dro e Bra), alla Serie C1 e C2 (San Marino, Teramo, Pro Patria). La volontà del giocatore è, a ragione, il ritorno nel calcio professionistico. A confermarcelo è lui stesso dicendo: “E’ quello che sto cercando di fare. Speravo di poterci ritornare lo scorso anno dopo i 18 gol, ma purtroppo non ci sono riuscito. Spero di riuscirci quest’anno. Non so come andrà a finire con le riforme e con il resto, ma ho lavorato questi due anni – spiega l’attaccante – per provare a ritornare in Lega Pro tra i professionisti”.

Quando chiediamo un pensiero al giocatore in merito alla questione tutele per i calciatori dilettanti, Casolla, con un tono disincantato, afferma: “Di tutele non ce ne sono. Si è detto e ridetto. Purtroppo facciamo i professionisti in una categoria che vuole che si rimanga dei dilettanti. Credo – aggiunge uno dei due capocannonieri del girone A della Serie D – ci sia qualcosa che non funzioni in alto. Questa situazione della pandemia, ha fatto venire a galla questa situazione, altrimenti nessuno ne avrebbe parlato e questo trovo sia grave. Per quello che si sente, sembrerebbe che si stia facendo qualche passo nella giusta direzione, ma tra dire ed il fare, c’è sempre di mezzo al mare”.

Sugli under, invece, Francesco Casolla ci dice: “Di recente ho letto un articolo di Tommasi, il quale diceva di voler tagliare gli under. Del resto, se un ragazzo merita di giocare, lo farebbe a qualsiasi età”.

Il colloquio con il Bra ed i tifosi

Parlando di calciomercato, ed immaginando questo campionato ormai finito, Francesco Casolla ci confida che: “Ho appena parlato con la Società, e loro mi hanno manifestato la volontà di tenermi. Devo guardare le mie esigenze famigliari, ma come ci siamo detti anche nello scorso anno, se non dovessi trovare una squadra vicino casa, la mia scelta per la Serie D, ricadrebbe sul Bra”.

Un ultimo pensiero va ai tifosi, con l’attaccante della formazione piemontese che afferma: “Non bisogna perdere la speranza, perché prima o poi tutto tornerà alla normalità, sperando di tornare presto allo stadio, perché senza i tifosi, il calcio non è lo stesso”.

(Photo credit in evidenza: Andrea Lusso – A.C. Bra)

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