Se il Borgosesia è rimasto ben lontano dalla zona play-out e anche sperato, ad un certo punto della stagione, di rientrare nella griglia play-off, lo deve anche (o soprattutto?), all’ottima ispirazione in zona gol, che Riccardo Ravasi ha mostrato nel corso della stagione, che il ragazzo di Cantù ha saputo caratterizzare firmando ben 16 reti in 25 giornate.

Ecco le parole che l’attaccante ha rilasciato a Metropolitan Magazine…

L’exploit personale e la squadra

Ravasi, classe ’94, dal dicembre del 2018 indossa la maglia del Borgosesia. I 16 gol realizzati in questa “ridotta” edizione della Serie D, costituiscono il bottino più importante mai messo a segno in carriera. Un exploit che il giocatore spiega così: “Ho trovato la dimensione giusta nel Borgosesia. Ho ricoperto il ruolo di attaccante soltanto da quando sono qui. Il mister (Marco Didu, ndr) ha avuto questa intuizione, ed è andata bene, prima di mettermi dietro la prima punta lo scorso anno e poi quest’anno ancora più avanti, ma con la libertà di svariare e mi sono sempre trovato benissimo. Nei campionati precedenti – spiega Ravasi – ho giocato più esterno ed avevo dei compiti difensivi molto più importanti, e non ho mai avuto quella vena realizzativa che ho mostrato negli ultimi due anni. Quest’anno è andata benissimo e spero di ripetermi anche nelle prossime stagioni”.

Sul campionato condotto del Borgosesia, che ha chiuso in ottava posizione con 35 punti (8 vittorie, 11 pareggi, 6 sconfitte), Riccardo Ravasi dice: “Questo stop forzato, è arrivato per noi nel momento migliore, perché stavamo bene, sia fisicamente che mentalmente e dunque le nostre ambizioni erano quelle di raggiungere i play-off. Inizialmente, però – ci confida l’ex Seregno – l’obiettivo era quello di fare un campionato tranquillo, per poi tirare le somme a metà stagione, cercando di capire dove saremmo potuti arrivare. Stavamo andando bene, forse un po’ altalenanti, benché i risultati li abbiamo sempre fatti, soprattutto con le prime in classifica. Dispiace per aver finito la stagione così”.

Le altre ed il gol più importante

Nel girone del Borgosesia, i riflettori sono stati spesso puntati sulle prime della classe, ovvero la Lucchese ed il Prato. La valutazione che fa Ravasi delle formazioni avversarie è questa: “La Lucchese è la squadra che mi ha stupito molto, anche se sul loro campo abbiamo vinto noi. Come ambiente, stadio, si vedeva che la Lucchese aveva qualcosa in più rispetto alle altre. Secondo me, il Prato, a livello individuale era più forte, ma la Lucchese, ripeto, come squadra, aveva qualcosa in più. Non dobbiamo dimenticare, tuttavia – aggiunge il giocatore – il Casale, che era una buonissima squadra, ed il Serravezze, che stava facendo molto bene, segnando davvero molto. Era un campionato molto equilibrato, anche nelle zone basse. Basti pensare al Bra, che aveva tutte altre ambizioni ad inizio campionato e poi si sono ritrovati nella mischia fino alla fine. Se guardi la squadra, però, vedi che ci sono atleti forti, che hanno fatto sempre questa categoria, o che addirittura, sono scesi dalla Serie C. Campionato un po’ “strano”, ma ce la siamo giocata sempre con tutti”.

Il gol più importante? Presto detto: “Non è stato il più bello, ma come importanza, di gioia e di ‘pesantezza’, quello vincente messo a segno contro la Lucchese, è stato il più importante”.

Gli highlights di Lucchese-Borgosesia

Il calciomercato e le ambizioni

Passando al futuro (leggi calciomercato), Riccardo Ravasi ci dice: “E’ inutile nasconderlo, il telefono sta squillando, ma so che è normale. Devo ancora valutare bene, anche per il problema del virus. Per il prossimo anno non si sa, anche a livello economico, quali saranno le problematiche. Indubbiamente ora sto pensando, con calma, dove andare. Ovviamente è tutta un’incognita, perché penso che le Società, prima di tutto, devono risolvere le questioni legate a questo periodo, poi, in futuro, si potrà parlare di altri aspetti economici. Del resto, sino a qui, ho ricevuto telefonate, soltanto per informazioni o poco altro”.

Forzando un po’ la mano a Ravasi, che simpaticamente sta al gioco, cerchiamo di capire se è interessato ad un passaggio verso il calcio professionistico, e lui ci risponde dicendo: “Se ad un calciatore togli l’ambizione di migliorarsi e di salire, è un giocatore finito. Logicamente l’obiettivo è di tornare tra i professionisti, per giocarmi le mie carte da prima o da seconda punta, come ho fatto quest’anno e per metà di quello precedente. Se si presentasse l’occasione di andare in una bella piazza di Serie D, comunque, sono sempre disponibile a sentire ed a valutare tutto”.

La realtà del Borgosesia

Parlando in modo più approfondito della realtà Borgosesia, Riccardo Ravasi spende parole al miele per il club piemontese: “Lo scorso anno abbiamo raggiunto una salvezza insperata e si è formato un bellissimo gruppo. Quest’anno, forse è stato ancora meglio. A livello calcistico non posso che parlarne bene. Poi, anche a livello umano, è la classica Società che non ti fa mancare niente e si vive di calcio, dalla mattina alla sera. Anche il mister, i dirigenti e tutti gli altri, vivono in funzione della partita della domenica. Si fanno tutte le cose seriamente – ci spiega l’attaccante – a livello economico non ci hanno mai fatto mancare niente, quindi posso soltanto ringraziare la Società per quest’anno e mezzo. Altrove, ho avuto anche esperienze brutte, dove se si vinceva o si perdeva, sarebbe stata la stessa cosa. Mi è capitato che i rimborsi tardassero, ma nessuno si veniva a scusare. Nel Borgosesia, invece, dalla prima all’ultima cosa, si fa tutto per bene. Lì, per questo, ci sono tutti i presupposti per fare bene”.

Può crescere ancora il Borgosesia? Il giocatore dichiara: “Tutto dipende dal punto di vista economico. Lì le strutture ci sono, il presidente vive di calcio, è davvero raro trovare cose così in Serie D. Tutto dipende dagli aspetti economici. Questo significa cercare e trovare gli sponsor giusti, fare le cose in una certa maniera, è difficile che una piazza come il Borgosesia punti a salire. Mi dispiace, perché secondo me si può fare tantissimo, sia per la zona che per le strutture e tutto il resto. Tuttavia, mi auguro lo stesso di vederla tra i professionisti tra qualche anno”.

La voglia di tornare a giocare

La lunga pausa forzata, non è stata facile per nessuno. Sul tema il classe ’94 racconta: “Come tutti, spero di tornare a giocare al più presto. Fino a poche settimane fa, mi auguravo di tornare a giocare, per completare anche quest’anno la stagione. Più passa il tempo, però, e più la vedo dura. Se ragioniamo con la testa, forse è meglio che si programmi la prossima stagione in maniera corretta, per ripartire subito forte, piuttosto che trascinarci in questa, fino a chissà quando. Io vivo di calcio, sono iperattivo. Stavo impazzendo a stare fermo durante questa quarantena – chiosa Ravasi – però ho stretto i denti, allenandomi per rimanere in forma. Spero di ripartire al più presto, rivedendo i miei compagni, i miei amici. Sono un vero “malato” di calcio. La cosa più bella è quando si va in campo la domenica, dove ci si può sfogare, liberando le proprie emozioni”.

(Photo credit in evidenza: Borgosesia Calcio Asd)

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