
L’Europa, dopo aver superato la fase critica, deve prepararsi ad affrontare una seconda diffusione del coronavirus, il cui arrivo è previsto per l’autunno.
La direttrice del Centro europeo per il controllo delle malattie ha rilasciato un’intervista al Guardian in cui sottolinea la necessità di non abbassare la guardia, malgrado il picco dei contagi da coronavirus sia ormai alle spalle
Il coronavirus non è ancora stato sconfitto, e nonostante le incoraggianti vittorie di battaglie la guerra non è ancora vinta. Questo è il cuore dell’intervista che Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per il controllo delle malattie, ha rilasciato al giornale inglese The Guardian. La dottoressa tedesca ha descritto in maniera piuttosto diretta lo scenario che si prospetta nei prossimi mesi:
L’Europa dovrebbe prepararsi alla seconda ondata di Coronavirus, che non è più una teoria lontana. La domanda principale che dovremmo porci è quanto sarà grande. […] Osservando le sue caratteristiche e ciò che ora emerge dai diversi paesi in termini di immunità della popolazione, un dato che non è poi così eccitante, tra il 2% e il 14%, e che lascia ancora il 90% della popolazione suscettibile. […] Dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. Le persone pensano che questo incubo sia finito, soprattutto ora che i dati sono in diminuzione, ma non è così.
La situazione continentale
L’Ecdc ha evidenziato come l’Europa abbia superato a inizio mese il picco di contagi di coronavirus. Questo ha permesso l’allentamento delle misure di sicurezza in molti paesi, ma la diffusione del virus non si è affatto arrestata. Proprio per questo, sottolinea Ammon, rimane fondamentale il rispetto del distanziamento sociale e l’uso delle mascherine.
Il Centro sta inoltre studiando le origini del contagio del virus in Europa, e ha notato come le località sciistiche alpine siano spesso coinvolte. È pertanto possibile che gli assembramenti in funivie e alberghi abbia contribuito in maniera decisiva alla sua diffusione.





