Il nome di Ayrton Senna è un mito non solo per gli appassionati di Formula 1, ma per tutti gli amanti dei motori e, forse, per il pubblico in generale. Non tutti sanno, per altro, che il pilota brasiliano era un grande fan delle moto, e in particolare delle Ducati: una circostanza a dir poco curiosa, soprattutto se si tiene conto del fatto che i tre campionati mondiali che ha vinto Senna li deve attribuire a una McLaren che era spinta da un motore Honda. Il legame con la casa di Borgo Panigale era motivato, tra l’altro, dalla forte amicizia tra Senna e i fratelli Castiglioni, che a quei tempi erano i proprietari del marchio emiliano.

La passione di Senna per le Ducati

In garage Ayrton aveva un modello della Monster e un modello della 851: di certo il buon gusto non gli mancava. Nel 1994, quando Senna era alla Williams, in occasione del famigerato fine settimana di Imola che avrebbe portato alla sua morte ebbe modo di vedere Claudio Castiglioni, proprietario sia di Ducati che di Cagiva insieme con il fratello Giancarlo. Castiglioni gli fece vedere il bolide più recente proveniente dallo stabilimento di Borgo Panigale, la 916: il pilota brasiliano ne fu molto colpito, e così decise di legare il proprio nome a quella moto.

Il mito Ducati tra passato e presente

Il mito Ducati, d’altro canto, accomuna VIP e persone comuni, come dimostra il successo del marchio italiano. La qualità si vede dai dettagli e dagli accessori: per esempio le carene Ducati, ma anche i coperchi dei serbatoi o i cupolini in carbonio. Tutti elementi che, per altro, possono essere acquistati sul sito Vulturbike.com, che mette a disposizione una vasta gamma di ricambi di alto livello, inclusi componenti “grezzi”, pre-verniciati o personalizzabili: ovviamente si tratta di elementi originali, tali da assicurare gli standard di eccellenza più elevati.

La Ducati 916 Senna

Gli accessori Ducati sono quelli che abbelliscono anche la 916 Senna, sempre che si rientri tra quei pochi privilegiati che possono vantarsi di possederla: si tratta, infatti, di una moto che fu prodotta in edizione speciale, visto che furono appena 300 gli esemplari usciti di fabbrica. La particolarità è che i colori della 916 SP furono scelti da Senna in prima persona. Ogni modello si caratterizza per una tonalità di grigio differente, in ordine di tonalità, sempre con dei cerchi rossi come cornice.

La beneficenza

Dietro questo accordo non c’era una motivazione commerciale, anzi: la maggior parte delle royalties provenienti dalle vendite, infatti, sarebbe stata destinata alla Fondazione Senna, a cui il pilota brasiliano aveva dato vita allo scopo di mettere in atto opere di beneficenza per i bambini brasiliani più poveri che vivevano in condizioni di indigenza. Dopo che Senna morì, in quel tragico 1° maggio, la presentazione alla stampa della 916 speciale fu rinviata, ed ebbe luogo solo a dicembre. Tuttavia il successo commerciale fu clamoroso, come dimostra l’uscita della seconda serie, avvenuta tre anni più tardi, e della terza serie, risalente al 1998.

Un rapporto ininterrotto

Ma il legame tra la Ducati e Senna non si è interrotto con la scomparsa del pilota. Nel 2014, infatti, sul mercato brasiliano è stata messa in vendita la Ducati 1199 Panigale S Senna, progettata e creata sulla base della Panigale S. Lo stile riprendeva i colori tradizionali amati da Ayrton, e anche il numero di esemplari prodotti non era casuale: 161 modelli, proprio come il numero di gran premi che Senna aveva corso in Formula 1 prima del weekend di Imola.