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Pensioni, previsto un taglio per gli assegni dal 2021

pensione- Fonte: Pixabay.com

Il decreto del ministero del lavoro del 1° giugno, che fissa i nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi per il 2020 e il 2021, renderà più basse le pensioni a partire dal prossimo anno. Si tratta della quinta revisione dal 2009 e a partire dal 1° gennaio la quota contributiva dei nuovi pensionati consisterà in un assegno pensionistico inferiore rispetto agli anni precedenti.

Il calcolo contributivo e le revisioni in negativo degli ultimi anni

Secondo il sistema di calcolo “contributivo, la pensione è calcolata con i coefficienti di conversione del montante individuale. Essi sono determinati statisticamente e si basano sull’età anagrafica al momento del pensionamento, tenendo conto della speranza di vita media e incorporando il tasso di crescita del Pil di lungo periodo stimato dell’1,5 per cento. Il sistema prevede che ogni anno il lavoratore, dalla data di iscrizione all’INPS, versi il 33%, se dipendente o il 24%, se artigiano o commerciante. I contributi versati vengono convertiti in pensione tramite un coefficiente di trasformazione fissato dalla legge con periodicità.
Nel 2019 sono stati fissati i coefficienti per il biennio 2019-2020. Dalle revisioni degli ultimi anni si possono notare tagli sempre negativi alla pensione. Per l’anno 2021 è previsto un taglio dell’1% in media, che descrive un calo complessivo di oltre il 12% negli ultimi 10 anni. La limatura degli assegni pensionistici oscillerà da un minimo dello 0,3% ad un massimo dello 0,7%.

I motivi del taglio delle pensioni

Un primo motivo del taglio delle pensioni è la revisione dei coefficienti per l’applicazione del metodo contributivo stabilito dall’Inps. L’aumento della speranza di vita e la variazione demografica infatti, pur non sufficienti da incrementare il requisito d’età per le pensioni, hanno prodotto una variazione dei parametri impiegati per il conteggio retributivo delle pensioni. Un secondo motivo può essere ricercato nell’effetto Coronavirus, che ha avuto un impatto determinante nella riduzione del Pil.

Come alzare il proprio assegno pensionistico

L’unico modo per evitare di ritrovarsi un assegno non soddisfacente a fine attività lavorativa, è lavorare di più. Garantirsi un maggior “tesoretto” di risparmio sembrerebbe infatti l’unica via d’uscita da questo tipo di sistema pensionistico. Premiato è infatti chi presta servizio fino a tarda età, oltre i 71 anni.

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