

Vinicio Capossela racconta l’arte al museo. È successo oggi alle ore 19,30, a Palermo. Il cantautore è stato protagonista di un eccezionale evento streaming che ha unito arte e musica, in occasione della celebrazione dei defunti. Senza la presenza del pubblico, Capossela ha commentato una delle opere più importanti nella storia dell’arte siciliana: “Il trionfo della morte”, affresco conservato al Museo Abatellis di Palermo. È stato possibile partecipare alla diretta collegandosi ai link di più canali social ufficiali: la pagina fb di Capossela, di Palazzo Abatellis e del Corriere della sera. Per chi si è perso l’evento, ecco il nostro commento e, a seguire, il link da cui sarà possibile recuperare la diretta registrata.
Vinicio Capossela, “Parole e musica su Il trionfo della morte”
Prendete un autore come Vinicio Capossela e una città come Palermo. Mettete le due cose insieme il 2 Novembre e otterrete la formula ideale per la celebrazione dei defunti. Vinicio Capossela, parla spesso di temi forti come la morte nelle sue canzoni. Basti ricordare, per esempio, che è autore del brano La peste, rivisitato quest’anno nella singolare versione 2.0 con il trapper Young Signorino. Nelle tradizioni e nel folklore di Palermo, la morte è sempre presente tanto quanto la vita, talvolta con apparente distacco e spensieratezza (ricordate il noto canto popolare Vitti na crozza o le catacombe dei Cappuccini, famose in tutto il mondo?). Ecco quindi che, proprio in occasione della celebrazione dei defunti, Palermo diventa la cornice perfetta per il poeta perfetto.
Vinicio Capossela, cantautore tra i più originali e raffinati della scena contemporanea, è stato oggi protagonista di un evento unico, intitolato “Vinicio Capossela. Parole e musica su Il trionfo della morte”. Andato in diretta streaming su Facebook dalle 19,30, questo evento ci ha regalato una mezz’ora di musica, poesia e saggezza. Senza la presenza del pubblico, Capossela è stato il protagonista assoluto della scena, accompagnato solo dal suo pianoforte. “Vinicio Capossela. Parole e musica su Il trionfo della morte” è stato possibile grazie alla collaborazione con la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo e alla produzione Terzo Millennio Progetti Artistici di Andrea Peria. Presto sarà resa disponibile la registrazione della diretta sulla pagina facebook ufficiale del cantante.

L’incontro tra Capossela e il Trionfo della morte
Nei canali social ufficiali di Palazzo Abatellis, leggiamo che “L’incontro fra Vinicio Capossela e il grandioso Trionfo della Morte custodito a Palazzo Abatellis nasce da un’idea maturata nel corso di un anno. Il percorso di ricerca artistica di Capossela sul tema universale vita-morte ha condotto al progetto di un confronto con una delle opere d’arte più significative della cultura europea del tardo medioevo, sorprendentemente sopravvissuta a secoli di cambiamenti e trasformazioni. Il grande affresco della metà del XV secolo si mostra all’artista di oggi e attraverso di lui si svela in tutta la sua attualità di opera senza tempo”.
E ancora: “Giunto alla realizzazione, l’evento si arricchisce di altri significati, mentre le parole e le sonorità dell’artista del nostro tempo dialogano con le immagini silenziose del capolavoro del passato. Capossela si esprime al cospetto dell’opera nella vasta sala di Palazzo Abatellis che la custodisce, ove l’assenza di pubblico e di altri interlocutori propone l’arte come esperienza individuale. Intanto, con la forza della presa diretta, l’azione artistica si rivolge a tutti, presenti all’appuntamento sul web, per diffondere il messaggio della cultura che non si ferma e si fa testimone del proprio tempo, trasformando le limitazioni in occasioni per esperienze nuove che potenziano la carica emozionale dell’arte che incontra l’arte”. Raccontiamo adesso nei dettagli i momenti salienti dell’evento.
Il trionfo della Morte, piena de equaleza
Ore 19,30. A pochi secondi dall’inizio dello streaming, sulla pagina facebook di Capossela, sono collegati circa 1000 utenti. Dopo qualche attimo di silenzio che inquadra dall’esterno l’antico palazzo nella penombra, ecco apparire la figura solitaria dell’artista. Capossela, vestito di scuro e col suo inseparabile cappello a tesa larga, si aggira nel cortile interno del museo, guardandosi attorno con aria rapita. La camera lo segue finché si arresta davanti il monumentale capolavoro custodito nella sala principale. L’affresco noto come Il trionfo della morte, di autore incerto, risalente alla metà del XV secolo. Un’opera che è un vero gioiello non solo per la galleria, ma anche per tutta la città e la storia dell’arte tardo-medioevale. Il pianoforte del cantautore è già lì, proprio davanti l’affresco. Prima di sedersi a suonare, Capossela spende poche parole sull’opera d’arte, “senza voler essere Alberto Angela”.
Ma il discorso verte subito sui morti, che si celebrano oggi, in modo particolarmente sentito nella tradizione palermitana. Capossela ci ricorda che in una città come Palermo, i morti non fanno paura, ma sono “i primi festeggiati”. Eppure oggi, nella particolare e difficile condizione che tutto il mondo sta vivendo, la morte torna a fare paura. L’idea della morte, ci racconta, è stata “fortemente ridotta dalla società dei consumi” e, “come dicono molti filosofi, la morte è l’ultimo tabù”. Lo spavento, come ci insegna Il trionfo della morte, è un momento pedagogico, che ci aiuta a vincere la paura. Oggi come ieri, e proprio oggi più che mai, dobbiamo imparare la lezione di quest’affresco. La morte ci rende tutti uguali, non risparmia nessuno e dobbiamo ricordarci che è naturale e inevitabile tanto quanto la vita. Perché la morte è, come recita un verso di Capossela, “piena di equaleza”.
Vinicio Capossela: “Arriverà comunque un’alba dopo l’eclissi”
Tra un commento e l’altro, Capossela si è seduto al pianoforte, intonando dal vivo alcuni pezzi del suo repertorio. Ha scelto brani che fanno da perfetta didascalia al capolavoro medievale. Dalla canzone popolare Marcia del camposanto a Il lamento dei mendicanti, altro brano popolare scritto da Matteo Salvatore e recuperato da Capossela nel suo album del 2016 Canzoni della cupa. Dal disco Ballate per uomini e bestie del 2019, ha intonato Danza macabra (“La morte vien da fuori eppur sta nella vita”) e Le belle dame sans merci, che sottolinea che la morte si nasconde anche dietro la bellezza. In chiusura, ecco un’atmosfera più rilassata e ottimista: Il canto all’alba, tratta dal suo ultimo album Bestiario d’amore (2020).
Uno dei momenti più alti e poetici di questo evento, è stato quello in cui Vinicio Capossela ha analizzato un particolare dell’affresco. Guardando la porzione in alto del cielo, ha indicato la strana luce indefinita (un alba? un tramonto?) che pare un’eclissi. E ha detto: “Nell’eclissi non sappiamo quando tornerà la luce, è una sospensione. Come quella in cui siamo finiti oggi. Ma arriverà comunque un’alba dopo l’eclissi”. L’intervento si è chiuso con queste parole di speranza e col ringraziamento dell’artista a tutte le parti coinvolte che hanno reso possibile l’evento, nonché al pubblico che lo ha seguito in streaming. Al termine, intorno alle 20,00, erano collegati sulla pagina oltre 1600 utenti. Per chi non fosse stato tra questi pochi fortunati, sarà possibile recuperare: la pagina ufficiale di Capossela ha infatti comunicato che a breve sarà caricato il video della diretta sul profilo, questo il link: https://www.facebook.com/viniciocapossela
A cura di Valeria Salamone
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