Interventi inutili e dolorosi ecco come i pazienti oncologici morivano a Salerno presso la Casa di cura Tortorella. È quanto emerso dalle indagini che hanno portato all’arresto del primario del Reparto di Unità funzionale di Chirurgia generale e oncologica Carmine Napolitano. Il provvedimento è arrivato dopo un’inchiesta iniziata nel 2018 a seguito di una segnalazione per il numero eccessivo di morti. Sospeso anche un altro chirurgo dello stesso reparto
Le oscure morti della Casa di cura Tortorella
Avrebbero “eseguito una serie di interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza, totalmente demolitivi ed inutili a fronte di malattie oncologiche in avanzata stadiazione”. È quanto emerso dall’inchiesta sulla Casa di cura Tortorella che ha portato all‘arresto per omicidio colposo e ai domiciliari per il primario del Reparto di Unità funzionale di Chirurgia generale e oncologica Carmine Napolitano. Sospeso dal servizio Michele Clemente, un altro chirurgo dello stesso reparto. Le indagini sono state effettuate dalla procura della Repubblica di Salerno che ha agito in due direzioni diverse.
Da un alto sono stati analizzati i dati relativi ai ricoveri ambulatoriali delle clinica ed in particolare chirurgia nel 2016-2017. Dall’altro questi sono confrontati con le cartelle cliniche dei pazienti e con i risultati di 5 autopsie. Nella lente di ingrandimento c’è soprattutto il periodo che va dal 12 novembre 2017 al 25 marzo 2018. Proprio dal 2018 è partita l’inchiesta dopo la segnalazione di un “anomalo incremento di decessi verificatisi nei mesi successivi all’assunzione dei due medici” coinvolti.
La verità sulle morte dei pazienti
Dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno è emerso “uno scenario idoneo a porre in serio dubbio le effettive capacità del chirurgo e della sua equipe, in particolare del suo assistente, il più giovane chirurgo Marco Clemente”. A questi “doveva riconoscersi un ruolo attivo e co-decisionale nella scelta ed attuazione dei trattamenti terapeutico”. Questo è dovuto ad “imperizia nella fase esecutiva”. Si è riscontrata poi una “totale negligenza nella gestione della fase post operatoria, con omissione dei prescritti controlli e indagini diagnostiche a fronte della evidente insorgenza di complicanze”.
In particolare in alcuni casi oltre alla superficialità in fase di accertamento è stato riscontrata la presenza di diagnosi sbagliate “di patologie oncologiche in realtà non sussistenti o trattabili con opzioni terapeutiche meno demolitive e rischiose“. Un grave danno per la nota Casa di cura Tortorella da cui chiedono che “il tutto venga chiarito quanto prima, dal confronto della perizia dei Ctu con la relazione dei consulenti coinvolti dai medici e con la documentazione clinica consegnata”.
Stefano Delle Cave





