La proposta del capogruppo di Fratelli d’Italia

Nelle Marche è andato in scena l’ennesimo attacco alla libertà delle donne. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, durante una discussione sull’aborto farmacologico nell’Aula del consiglio regionale ha parlato di “sostituzione etnica”. Il portavoce del partito della Meloni, ha parlato della necessità di puntare sulla natalità per evitare una sostituzione etnica dei marchigiani con gli immigrati che invece continuano a fare figli.

La ginecologa Marina Toschi ha risposto duramente alle affermazioni del consigliere. L’associazionismo femminile si è scagliato contro la Giunta per la decisione di non recepire le linee di indirizzo del ministero della Salute sull’impiego della Ru486 anche nei consultori.

Ennesimo attacco alla libertà delle donne

«Mentre il resto del mondo va avanti, nelle Marche, così come in Umbria, si compie un attacco alla Libertà delle donne e si terrorizzano. Si paventano infezioni ed emorragie, quando invece questo metodo solo nel 2% dei casi richiede un intervento”, spiega la ginecologa.

Nessuna donna può essere obbligata alla maternità, per molte  spesso non ci sono le condizioni per diventare madri. Questo spingerebbe a un ritorno indietro nel tempo, a prima dalle legge 194, che ha posto fine agli aborti clandestini. Più che la sostituzione etnica il tema urgente è la creazione di politiche sociali che sostengano la maternità e la famiglia. Solo in Lombardia lo scorso anno 10mila donne al ritorno dalla maternità sono state messe ai margini e hanno lasciato il lavoro. Le cause più diffuse sono il mobbing il demansionamento e discriminazioni. Circa 49mila in Italia, sempre nel 2018, secondo i dati dell’Ispettorato del lavoro.

La situazione delle donne lavoratrici dopo la pandemia

Con l’emergenza Coronavirus, la situazione delle mamme lavoratrici è peggiorata ulteriolmente. “La pandemia ha acuito le disuguaglianze di genere, non soltanto nel nostro Paese, ma a livello internazionale. Però dobbiamo essere coscienti che la gravità dell’impatto nel nostro Paese è ancora più accentuata per un motivo molto semplice, cioè che si partiva già da una situazione svantaggiata”. È il monito che Linda Laura Sabbadini, presidente dell’engagement group Women20 al G20, ha lanciato nel corso dell’audizione in Commissione Affari Esteri della Camera sul Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Il fatto che si parli di un’anacronistica sostituzione etnica in un momento così delicato per le donne, e le madri, del nostro paese, è un affronto non solo alle donne di nazionalità diverse che popolano il nostro paese arricchendolo culturalmente ma a tutte noi.

Per l’ennesima volta l’equazione riproduzione-popolamento ci ha riportato indietro ad anni bui che non vogliamo neanche avere la percezione che possano tornare.

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