Adriano Aragozzini, chi era il manager di Mia Martini e le accuse di Alda D’Eusanio. Continua la bufera sul “Grande Fratello VIP” e sulla concorrente Alda D’Eusanio, con nuove ramificazioni in campo musicale. Come abbiamo riportato, la D’Eusanio ha lanciato pesanti illazioni su Laura Pausini e il suo compagno Paolo Carta.
Hanno fatto seguito le scuse della produzione, Endemol Shine Italy. Ma intanto è spuntato un nuovo video, diffuso da Dagospia, con nuove illazioni, questa volta verso Adriano Aragozzini, giornalista e patron del Festival di Sanremo dal 1989 al 1993.
La D’Eusanio lo accusa di essere stato l’origine delle dicerie che rovinarono una buona parte della vita e della carriera di Mia Martini che morì il12 maggio 1995, nel suo appartamento di Cardano al Campo, dove si era trasferita per stare vicino al padre.
Si sente la D’Eusanio dire nel video, prima che la regia stacchi:
Mia Martini è stata distrutta da Aragozzini, era quello che organizzava il festival lei è stata distrutta da questa cosa, una diceria vera e propria, è stata allontanata
Fu Adriano Aragozzini a riportare Mia Martini al Festival di Sanremo nel 1989, con “Almeno tu nell’universo”, una delle sue canzoni più famose. Sarebbe tornata nel 1992 con “Gli uomini non cambiano” e nel 1996 le sarebbe stato intitolato il premio della critica, che aveva vinto diverse volte.
Alda ha fatto una accusa choc su Adriano Aragozzini, famoso produttore discografico. Parlando di Mia Martini, la gieffina ha accusato Aragozzini di averla distrutta. La notizia e le sue parole, riportate da biccy.it, hanno subito suscitato scalpore:
Ne ha passate tante, ha dovuto affrontare una marea di cose. Dispiace per quello che le è successo. […] Che poi lei è stata distrutta da Aragozzini, da Adriano Aragozzini. Adriano Aragozzini era quello che organizzata nei Festival di…
Adriano Aragozzini, chi era il manager di Mia Martini
Ha quasi 80 anni, Adriano Aragozzini, promoter di artisti musicali come Luigi Tenco, Domenico Modugno, Nico Fidenco, Patty Pravo, Piero Ciampi, solo per citarne alcuni; organizzatore in Italia di spettacoli di noti artisti internazionali quali Tina Turner, Sammy Davis Jr, Ray Charles, Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan. Quasi 80 anni e lo sguardo brillante di uno che la sa lunga. Perché l’ha vissuta. Mentre si snoda il racconto della sue “mille vite”, Aragozzini tratteggia l’ultimo mezzo secolo della storia d’Italia: il dopoguerra, il sogno americano, il ’68 e la sua rivoluzione culturale, gli anni di piombo e il terrorismo.
“È nato tutto per caso: facevo il giornalista per “Oggi”. Mi chiesero un’intervista a Gino Paoli. Riuscii dove una collega prima di me aveva fallito: quando gli chiese cosa faceva prima di ogni concerto, Paoli le rispose: “Una sega”. Lei scappò via indignata. Io gli rivolsi la stessa domanda: mi guardò un attimo, poi scoppiammo in una fragorosa risata. Nacque un’autentica amicizia che dura ancora oggi”.
Proprio questa amicizia con Paoli aprì la strada ad Aragozzini. Divenne il suo manager. Il cantante gli presentò Tenco: “Un vero talento, aveva con Paoli un rapporto ambivalente, di emulazione. Credo che nel suicidio di Luigi ci fosse anche questa frattura con Gino”, racconta. “Erano due fuoriclasse, artisti tormentati come tutti quelli di quella generazione. Erano gli anni ’70, i ruggenti anni del cambiamento, circolava droga e alcol, di cui tutti facevano uso”.
Lui, che non ha “mai fumato” in vita sua, ricorda bene, però, le scorribande notturne e le tante avventure negli hotel di mezzo mondo dove accompagnava i suoi artisti. “C’era la Bussola di Viareggio, il locale più in voga del momento, da lì sono passati tutti i più grandi. Io ci portai Gloria Gaynor: l’Italia era pazza di lei, fu un grandissimo successo. Poi vennero Ray Charles e Tina Turner”.





