Scomparso lo scorso 7 agosto il coreografo belga naturalizzato italiano, Micha Van Hoecke. Note le sue produzioni artistiche di Castiglioncello.

Micha Van Hoecke, l’arte che scorre nelle vene

Muore presso l’ospedale di Massa a causa di un tumore all’età di 77 anni, il coreografo Micha Van Hoecke. Lui, cittadino del mondo e dalla profonda conoscenza di arti come la danza, la musica e il cinema. Una vita immersa nell’arte seguendo soprattutto le orme del grande coreografo Maurice Bejart, di cui si ricorda la collaborazione nel progetto multidisciplinare della “Mudra“. Ma, spirito creativo e libero, Micha abbandonerà presto la “Mudra” per dar vita ad un personale progetto artistico che si concretizzerà presto nell’ “Ensemble di Micha Van Hoecke” con la collaborazione di allievi fidati. Trasferitosi nuovamente in Francia, si stabilizzerà poi in Italia dove darà massima espressione alla sua arte.

Grazie all’influenza di Bejart, Micha erediterà l’idea di un teatro totale in cui convergesse gesto, parola, musica e danza. Questo, un tratto distintivo dell’esperienza artistica dei Balletti Russi. Il danzatore sarà così un interprete e non meramente un esecutore. Si ricordano come suoi cavalli di battaglia, “Mensiuer Mensieur (1981)” e “La dernière danse? (1982-1984)”. Dal 1990 al 2006 a Castiglioncello nasceranno inoltre numerose altre produzioni di straordinaria fattura e che porteranno avanti il tema del viaggio. Tra queste: “Pèlerinage(1997); “Pierrot Lunaire (1998)”; “Maria Callas, la voix des choses (2003)” e “Regina della notte (2006)”. Riconosciuta anche la sua collaborazione con numerosi teatri nazionali, tra cui la più recente con il Teatro dell’Opera di Roma nel periodo 2010-2014.

Annagrazia Marchionni

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