San Nicola da Tolentino, è stato un frate dell’Ordine di Sant’Agostino ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica che lo ha canonizzato nel 1446. Oggi, 10 Settembre è celebrato dalla comunità cristiana.

San Nicola da Tolentino, la storia del santo

Ritratto di San Nicola da Tolentino
Ritratto di San Nicola da Tolentino

La storia raccontata narra che i suoi genitori, fecero un pellegrinaggio a S. Nicola di Bari per ottenere di avere un figlio. E l’anno 1245 a S. Angelo, presso Fermo, nasceva loro il piccolo Nicola, così chiamato chiaramente in ossequio al Santo pugliese. Manifesta fin da giovanissimo la sua attitudine. A 14 anni infatti, entra tra gli eremitani di Sant’Agostino di Castel Sant’Angelo come oblato, cioè ancora senza obblighi e voti. Più tardi entra nell’ordine e nel 1274 diventa definitivamente sacerdote a Cingoli.

Ad ispirarlo fu una conversazione che il giovane Nicola ascoltò un giorno nella chiesa. Un religioso di S. Agostino predicava sulla vanità del mondo e ripeteva il passo del Vangelo: “Cosa giova all’uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l’anima sua?” e l’altro: “Chi vuol essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Nicola non attese altro. Subito fece domanda di essere ammesso tra i figli di S. Agostino in quella città. Subito Accettato prende l’abito religioso, e dopo un anno di noviziato, è definitivamente consacrato. Aveva solo 18 anni. Mandato al convento di Tolentino, padre Nicola comincia la sua missione di infaticabile predicatore itinerante. 

Giovanni Giacomo Barbelli San Nicola da Tolentino, 1653
Giovanni Giacomo Barbelli San Nicola da Tolentino, 1653

La comunità agostiniana di Tolentino diventa così la sua “casa madre” e il suo campo di lavoro divenne il territorio marchigiano con i vari conventi dell’Ordine, che lo accoglievano nell’itinerario di predicatore. Di lui si racconta che dedicava buona parte della sua giornata a lunghe preghiere e digiuni. In molti scritti è ricordato come un religioso sereno e sempre sorridente verso il prossimo.

Nel 1305, il 10 settembre, dopo essere stato tribolato da una lunga malattia, muore all’età di 60 anni. Oggi, nel giorno del ricordo della sua morte, si celebra il Santo predicatore degli umili. È raffigurato di solito con l’abito nero degli Eremitani di Sant’Agostino, con una stella sopra di lui o un sole sul petto, e in mano un giglio o una croce con ghirlande di gigli. Alcune volte, al posto di un giglio, viene rappresentato con una sacca riempita di denaro o pane. È raffigurato con un sole al centro della tonaca nera, per uno dei fatti della vita del santo: si narra che un astro lucente lo seguisse continuamente nei suoi spostamenti e illuminasse la sua figura.

Ilaria Festa

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