Benvenuti nell’universo femminile di LetteralMente Donna. Faremo un viaggio nel 900′ italiano alla scoperta di una famosa autrice di romanzi d’appendice. Parleremo di aristocrazia, di eleganza e vita privata. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a Liala e alle sue opere

“E’ stato che un giorno un amico di mio marito, dopo che era morto il mio pilota, capì che qualcosa mi ribolliva dentro. E mi disse: scriva un romanzo, si sfoghi, la presento io a Arnoldo Mondadori!”

E’ così che Amalia Liana Negretti Odescalchi, conosciuta come Liala, ha spiegato come ha iniziato a scrivere i sui romanzi. Opere caratterizzate da uno stile descrittivo, elegante e piano. Libri troppo frettolosamente catalogati come semplice letteratura rosa ma che in realtà hanno segnato generazioni di donne. Il tutto grazie ad un mix perfetto tra la finzione, il dramma e la vita che da sempre questa scrittrice da dieci milioni di copie voleva raccontare.

Liala, tra letteratura, vita vera e fantasia

Intervista a Liala, fonte MARZO – IL Mese & La Storia – CIVismo & ATO

Di nobili origini Liala ha sempre portato fatte alcune eccezioni ,come in “Il pianoro delle ginestre”, nei suoi libri il suo mondo aristocratico ed altolocato. Nella sua prima produzione letteraria degli anni 30-40′, come ad esempio il primo romanzo “Signorsì”, Liala ha attinto a piene mani dal suo vissuto rifacendosi all’ambiente militare dei sui amori come il marchese Scotto e il pilota Pietro Sordi. Il tutto creando eroici personaggi senza macchia e senza paura. Poi dagli anni 50′ Liala non fa più riferimento alla sua vita ad eccezione per “Diario vagabondo” ma attinge pienamente alla sua fantasia.

I due romanzi inediti

Liala è morta a 98 anni il 15 aprile 1995. Dopo la sua morte sono stati pubblicati due romanzi inediti scritti negli anni 90′ e abbandonati dalla Liala a causa della cecità. Ultimati da Mariù Safier s’intitolano “Con Beryl, perdutamente” e “Un ballerino in paradiso”. I finali di questi due libri sono scritti sulla base del racconto affidato dalla famosa scrittrice alla figlia Primavera.

Stefano Delle Cave