La Mia Voce è il titolo del nuovo album di Fabrizio Moro, vincitore morale di Sanremo 2022. Egli si è anche aggiudicato il meritatissimo premio per il miglior testo con il bellissimo brano Sei Tu. Del disco ne cui è stata pubblicata recentemente la prima metà. Si tratta di un album eclettico, dalle mille sfumature. Trascina in un mondo in cui si passa dalle ballad commoventi come solo Fab sa fare.
Sino ad arrivare a brani più eccentrici ed energici. Il titolo nasce perchè Fabrizio in questo album si è riconosciuto, ha riconosciuto quella che è la sua vera voce, la sua essenza. L’Ep “La mia voce” si compone delle prime 6 tracce. La prima è “La mia voce”, seguono “Sei tu”, “Le cose che hai da dire”, “Continuare a cercare”, “Oggi” e “Era bello”. La versione in vinile invece si arricchisce di due bonus track, “I pensieri di Zo” e “La mia felicità“. La seconda parte dell’album uscirà a Ottobre 2022.
La mia voce, un album nato dalle ceneri di due anni difficili
Fabrizio Moro si racconta: “Ho scritto La mia voce in una delle parentesi storiche più complicate della nostra esistenza. A marzo 2020 la nostra libertà, il nostro lavoro, i nostri affetti, le abitudini di sempre e la nostra intera vita, venivano messi a rischio da una pandemia mondiale. La pandemia ha stravolto completamente l’equilibrio fra noi, le nostre speranze e il nostro futuro. Tutto è diventato incerto. I nostri sogni, le aspettative, i progetti e anche la nostra forza interiore. Da sempre ho scritto le mie canzoni immaginandomele su un palco già dalla composizione dei primi versi.
Andavo avanti nella scrittura pensando a cosa sarebbe successo con davanti una platea. Cosa sarebbe accaduto nel momento in cui avrei gridato quell’inciso o suonato quel determinato riff con la chitarra. Il palco è sempre stato per me, la più grande fonte di ispirazione. Addirittura a volte mi venivano in mente strofe, parole, titoli proprio mentre ero in concerto. Quando accadeva, uscivo per fare una pausa di un minuto per appuntarle sul telefono.
Sono ormai due lunghi anni che non facciamo un vero tour. Sono due anni che non proviamo più l’adrenalina pre-concerto. Quella che sale quando le luci si spengono e il boato del pubblico ti raggiunge fin dietro al backstage. In quel momento senti di essere nel posto in cui hai sempre desiderato essere. Senti che le tue intenzioni erano giuste e che la tua vita non sta andando sprecata. Tutto questo, tutte queste sensazioni erano il carburante principale per muovere il motore degli organi principali per “generare” l’ispirazione. Ecco, l’ispirazione in questi due anni lontano dal palco ho dovuto trovarla in altre “sedi”. Ho lavorato su me stesso perché lontano dal palco, il mio cuore e il mio stomaco non producevano più carburante a sufficienza per poter scrivere. Da diversi anni avevo in testa di scrivere un film.“
Ghiaccio, la prima esperienza cinematografica di Fabrizio Moro
“La storia di “Ghiaccio”, il mio primo film da sceneggiatore e regista, insieme ad Alessio De Leonardis, l’ho raccontata ormai diverse volte. Non è questo il punto fermo in cui voglio aggiungere nuovi particolari. Tuttavia è stata proprio la storia raccontata da me e Alessio in “Ghiaccio” che è riuscita a sbloccarmi. Mi ha dato quel carburante necessario per smuovere stomaco e cuore e andare a scrivere nuove canzoni. Spesso capitava di notte, mentre ero ricurvo sulla sceneggiatura del film a scrivere i dialoghi dei personaggi. In quelle parole trovavo dentro una canzone, la mia vita e il coraggio di andare avanti.
Tutto sembrava difficile ed incerto e lontano ma dentro vedevo la speranza di tornare a vivere. Pazienza, mi è servita tanta pazienza per non annegare fra le pareti di casa. Una bella casa, per carità. Ringrazio Dio per questo. Tuttavia, anche se queste giornate venivano vissute all’interno di un salone pieno di comfort, io mi sentivo lo stesso prigioniero. Tutti ci siamo sentiti prigionieri, attaccati ad un guinzaglio d’acciaio indistruttibile. Privati, da un giorno all’altro del bene più grande che ci è stato concesso in vita: la libertà. “
Ghiaccio, da soli non si vince mai
“C’è voluta pazienza – continua Fabrizio – e c’è voluto un motivo. Serve sempre un motivo per uscire da una situazione di “merda”. Il mio motivo, come al solito, è stato un nuovo sogno da realizzare: scrivere un film. “La mia voce” è l’album nato intorno a questo motivo. Non avevo previsto di partecipare a Sanremo. Poi però è arrivata “Sei tu”. l’Ho scritta per una persona che, in questo momento così surreale e complicato, mi ha salvato dalla parte peggiore di me, dal mostro, dalla depressione. L’amore è l’unica via d’uscita, sempre e per tutti.
E’ l’unica via d’uscita da questa depressione. Una condizione creata dalla mancanza di certezze, dalla mancanza di abbracci. Dal dal dubbio di domani, dalla mancanza di lavoro, dalla pandemia. Dalla rabbia sociale, dall’angoscia che ci viene a svegliare alle 5 del mattino. L’amore è l’unica via di uscita, inutile girarci intorno. Anche “Ghiaccio” ruota intorno a questo concetto; è la storia di due pugili si ma è una storia di amicizia, di rivalsa, di speranza, ma soprattutto è una storia d’amore. Mentre immaginavo le scene, le inquadrature di questo film e scrivevo le canzoni di questo nuovo album, pensavo sempre: PUOI LOTTARE QUANTO VUOI, DA SOLI NON SI VINCE MAI”. Conclude Fabrizio.
La mia voce, la tracklist della prima parte del nuovo album di F.Moro
1. La mia voce – Brano dal ritmo trascinante con il quale fabrizio ci porta inevitabilmente a delle riflessioni “Non dovete/ non potete/ ignorare la mia voce”
“Ma la mia voce è più forte dell’identità di un’epoca in cui abbiamo scelto di non viverci”. Il cantautore ci invita a riflettere su quanto non siamo mai abbastanza maturi per combattere contro un sistema che ci vede omologati. La gente è alla spasmodica ricerca di un’identificazione in una società di massa. La realtà però, è che in quel grosso calderone, sono uguali e tutti schiavi. “Vuoi usare ogni neurone/ saranno ca**i amari/ sarai spolpato da un sistema che ci vuole schiavi/ tutti”.
2. Sei tu – Una ballad meravigliosa, intensa, contenente tutto ciò che è Fabrizio Moro. Parte della colonna sonora del suo primo film da regista, Ghiaccio, candidato al Globo D’oro, e presto disponibile anche su tutte le piattaforme on demand. In essa si evidenzia molto la dolcezza della sua voce, che si mantiene su toni caldi nelle prime strofe, per poi diventare più graffiante nell’inciso. Brano dal significato molto profondo. Scritto per una persona che gli è stata accanto in questi due anni e che lo ha aiutato a superare i momenti più difficili. Il testo è incantevole, proveniente dall’inconfondibile penna del Moro, emoziona fino alle lacrime e tocca le corde più profonde delle nostre emozioni.
Infatti ha anche vinto il meritatissimo premio Bardotti per il miglior testo. Avrebbe meritato anche un bel primo posto in classifica in realtà. Così come lo scorso anno lo avrebbe meritato il suo grande amico, collega e grande sostenitore Ermal Meta, che insieme ai fan di entrambi, non ha fatto mancare il suo meraviglioso e prezioso supporto per Fabrizio durante il festival. Il premio per il testo più bello di Sanremo 2022 ad ogni modo è comunque fondamentale per un cantautore. Per chi scrive e si racconta oltre a fare musica, le parole sono l’essenza dell’anima. Quindi fabrizio non poteva ricevere premio più bello di cui egli stesso ne è molto orgoglioso. Inoltre, al videoclip di Sei tu di Fabrizio Moro, co diretto con Alessio De Leonardis, è stato assegnato il Premio SIAE – Roma Videoclip, il cinema incontra la music.
3. Le cose che hai da dire – Un’altra ballad un po’ malinconica. Si parla della fine di una relazione e del rimorso di non aver ascoltato prima quello che l’altra persona aveva da dire. Alla fine ci si rende conto del valore delle cose che si perdono quando ormai non ci sono più. Ci si pente. Si vorrebbe rimediare agli errori fatti, come il non aver ascoltato prima quelle cose, che adesso si vorrebbero ascoltare, ma ormai è troppo tardi. “E ora che sei lontana le avrei ascoltate senza interferire, le cose che hai da dire”
La mia voce, le due anime di Fabrizio Moro
4. Continuare a cercare – Questa è una di quelle tracce che non dimentichi più. Orecchiabile e con il ritornello che una volta entrato in testa non esce più. Si molto sente L’anima rock di Fabrizio, quella più combattiva che sentiamo meno nelle ballad, in cui emerge la sua anima più fragile e sensibile. Fabrizio, in questo brano ci incoraggia ad affrontare la vita, e ci ripete costantemente, che arrendersi non è mai la scelta migliore.
5. Oggi – Si tratta di un brano che è un po’ un incoraggiamento al “Carpe Diem”. Con questo pezzo, Moro ci invita a cogliere l’attimo, a goderci il presente anche per ciò che concerne l’amore. Ci invita a godercelo, mantenendo sempre anche la speranza verso il futuro. “Oggi è arrivato tuttavia, noi lo dobbiamo illudere, oggi non voglio scegliere, poi domani si vedrà perché io vedo te”
6. Era bello – Ancora una balld intrisa di dolore e malinconia. Con questo brano ci si rende conto di quanto alcune storie importanti, possano essere incancellabili e lasciare un segno indelebile in noi. Sono quegli amori che non si potranno mai più dimenticare. “Era bello ritrovarti ogni giorno/ mentre adesso non so dove sei”.
In conclusione, Fabrizio Moro in questo album ha esternato due anime. Una più sensibile con cui ha nutrito di fragilità e sentimenti le ballad e quei brani in cui ha riversato tutto se stesso. L’altra più rock, più combattiva. Con un animo più agguerrito, ha dato vita a dei veri e propri inni alla vita. Ci invita a rialzarci senza arrenderci mai. Ci invita a far sentire sempre la nostra voce. A ricordarci che non è nell’omologazione che si identifica il nostro essere, ma nei nostri pensieri, nella nostra libertà di essere ciò che desideriamo. Insomma Fabrizio Moro come sempre non delude mai. Anche questa volta ha realizzato un vero e proprio capolavoro.
Ilaria Cipolletta





