
Per gli amanti dei fratelli Drake, su PS5 fa capolino uno dei titoli più avventurosi (e belli, ma io sono una fangirlz poco obbiettiva NdA) della Naughty Dog: Uncharted – Raccolta L’Eredità dei Ladri.
Dopo aver già racchiuso le prime tre avventure di Nathan in Uncharted: The Nathan Drake Collection, mancavano all’appello solo Uncharted 4: Fine di un Ladro, quarto e ultimo capitolo della saga, e Uncharted: L’eredità perduta, il DLC indipendente “slegato ma non tanto” dalla storia principale.
Quindi ora, che avete tutti e cinque i titoli, non siete più giustificati nel non conoscere Drake o nel non aver mai giocato a questo titolo.
Scritto ciò, passiamo alla Recensione Umile e Onesta di questa remaster.
La premessa umile e onesta
Doverosa premessa prima di iniziare. Non sono una gamer, non sono così brava, ma sono una che piange (disperata, quasi sempre NdA) di fronte a un gioco con il joypad in mano e Uncharted 4: Fine di un Ladro mi ha fatto bere parecchie lacrime.
Così quando mi hanno proposto di rimettermi nei panni di Nathan, non potevo esimermi dalla richiesta, non sarei stata una vera Drake.
In più, con mia grande vergogna (disonore su di me e sulla mia mucca NdA), ammetto che non avevo giocato a Uncharted: L’eredità Perduta, e ora la domanda è: come faccio ad arrivare nella vecchia capitale dell’Impero Hoysala?!

Uncharted: Raccolta l’Eredità dei Ladri
Finalmente vestiremo nuovamente i panni di Nathan e Chloe, per affrontare di nuovo, o per la prima volta (come nel mio caso), due fantastiche avventure.
In Uncharted 4, Nathan ha smesso di fare l’avventuriero “sempre in fin di vita” e passa le sue giornate in pace godendosi il matrimonio con Elena. Ma ecco che fa la sua ricomparsa Sam, il fratello che credeva morto da anni, evaso da una prigione in cui ha contratto un enorme debito con il signore della droga Hector Alcazar. In poche parole, ha solo 10 mesi per recuperare per lui il tesoro del pirata Henry Avery. Nathan, senza dire nulla ad Elena, parte con il fratello in cerca di questo antico manufatto.
Mentre in Uncharted: l’Eredità Perduta, Chloe Frazer è sulle tracce della Zanna di Ganesh, importante reliquia dell’Impero Hoysala, in memoria del padre che ha dedicato la sua vita alla sua ricerca. In quest’avventura non è sola, con lei c’è Nadine Ross, mercenaria già incontrata come nemica nel quarto capitolo. Le due donne si incontrano e scontrano con Asav, capo dei ribelli, che a sua volta è sulle tracce della Zanna per affermare la sua leadership.
Dal punto di vista narrativo, entrambe le storie sono emozionanti, divertenti, ricche di colpi di scena, di frasi importanti, di avventura, di mistero ecc. Insomma, ti lasciano spesso con la lacrimuccia in bilico sull’occhietto o con la bocca aperta (e anche con la parolaccia sulla lingua, va ammesso! NdA).
Quindi grande merito va a Neil Druckmann e Josh Scherr per Uncharted 4, e sempre Josh Scherr, ma in coppia con Shaun Escayg questa volta, per Uncharted: L’Eredità perduta, che hanno saputo trascinare il videogiocatore all’interno di un mondo ricco di sentimenti e avventura.

Ovviamente menzione a parte va al doppiaggio iatliano, fatemelo scrivere: Matteo Zanotti (voce anche di Shikamaru, giusto per darvi info NdA) è spettacolare nei panni di Nathan Drake, riesce a cogliere tutte le sfumature del personaggio: drammatico, sarcastico, divertente per forza, melodrammatico. Ma così come tutti gli altri: Aglaia Zanetti è una Chloe perfetta!
Gameplay: quando un livello altissimo si alza ancora di più
Le cut scene che si trasformano in azione, in totale continuità e fluidità, sono spettacolari. Lo erano 5 anni fa e lo sono tutt’oggi. Ti rendi conto di dover ritornare a muovere il personaggio solo con un movimento, intelligente, di inquadratura. Che poi stessa tecnica utilizzarono anche con The Last of Us 2, anzi lì la Naughty Dog si superò.
Il passaggio a PS5 ha semplicemente alzato il livello del gioco già altissimo di suo, non solo con l’aggiunta dell’Audio 3D, che vi fa immergere ancora di più nelle ambientazioni selvagge, ma anche con le 3 nuove modalità grafiche: risoluzione in 4K UHD e 30fps, 4K dinamici e 60fps,1080p che tocca i 120fps.
Questi frame migliorati, arricchiscono la precisione del gameplay, soprattutto quando si spara, e la reattività dei personaggi, anche se personalmente ho trovato Chloe un po’ lenta nei movimenti rispetto a Drake.

Nonostante questo, il gameplay non è mai noioso, dalle arrampicate sul vuoto ai combattimenti che via via diventano sempre più numerosi aumentando di difficoltà (anzi in Uncharted: L’Eredità Perduta sembrano essere molto di più rispetto al titolo principale), alle scorrazzate in jeep dove ti puoi fermare per esplorare ogni angolo, agli enigmi che a volte ti fanno davvero scervellare.
Uncharted – L’Eredità dei Ladri Remaster in conclusione: come la prima volta!
Uncharted: L’Eredità dei Ladri ha un triplice scopo: promuovere l’imminente pellicola su Uncharted con Tom Holland nei panni di Nathan Drake (va ammesso! NdA), la nostalgia per gli amanti di questo titolo, ma soprattutto sfruttare la potenza di PS5 per dare un valore aggiuntivo a una saga che fa battere il cuore.
Dopo ben 5 anni dalla sua uscita, riprendere i panni di Nathan Drake e Chloe Frazer è stato esattamente come la prima volta: intenso!
La software americana ha fatto le cose per bene, ha curato ogni dettaglio, così da condurci nuovamente per mano in un’avventura avvincente ed emozionante, anche se sappiamo già come va a finire.
Scritto in poche parole: Uncharted è invecchiato benissimo e se potete, compratelo e godetevelo fino all’ultimo mistero da risolvere.

Uncharted: L’Eredità dei Ladri Ps5 Remaster
- Protagonisti empatici
- NATHAN DRAKE!
- Storie emozionanti e avventurose
- Grafiche mozzafiato
- Gameplay fluido e accattivante
- Frame migliorati
- Audio 3D A BOMBA!
- Non trovo difetti
- Sono Seria!
- Chloe fa fatica a muoversi
- I soldati corazzati sono duri a morire e ti fanno dire parolacce!
Voto 9.5
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Maria Francesca Focarelli Barone (BatMary)





