La Repubblica di San Marino è, da oggi, il primo stato al mondo con un Capo di Stato appartenente alla comunità LGBTQ+. Ed è Paolo Rondelli, il protagonista di questa storia. L’uomo, già attivista di Arcigay, ricopre dal 1º aprile 2022, insieme a Oscar Mina, la carica di Capitano reggente della piccola repubblica. Nel mondo finora ci sono stati ministri e capi di governo dichiaratamente omosessuali, ma mai capi di Stato. Un nuovo traguardo per la comunità LGBTQ+.
San Marino fa un ulteriore passo avanti
Paolo Rondelli è l’ex vicepresidente di Arcigay Rimini e il primo ambasciatore della Repubblica negli Stati Uniti. Il capo dello stato resterà in carico con il collega per sei mesi.
Laureato all’Università di Bologna, Rondelli è Direttore Generale presso Istituti Culturali della Repubblica di San Marino e presidente del Rotary di San Marino. E’ anche un politico che si è occupato spesso di questioni ambientali, un intellettuale direttore di diversi istituti culturali, e un attivista.
Scrive Arcigay Rimini, di cui Rondelli fa parte: «Oggi primo aprile si insedia come Capitano Reggente della Repubblica di San Marino Paolo Rondelli, socio di Arcigay Rimini e fino al 2021 vicepresidente e responsabile cultura. Sono presenti per la Repubblica Italiana la ministra Cartabia e come ospite la senatrice Monica Cirinnà. Si tratta di un fatto storico perché è il primo capo di stato al mondo dichiaratamente omosessuale e attivista per i diritti della comunità LGBTQ+. Ci sono precedenti tra Premier e ministri, ma è la prima volta al mondo per un capo di stato».
Secondo quanto riporta la pagina Facebook di Arcigay Rimini, San Marino ha fatto grandi passi avanti in tema di diritti già da anni.
“In pochi anni San Marino ha approvato le unioni civili paritarie, grazie anche al contributo di Paolo Rondelli e alla collaborazione di Arcigay Rimini, ha inserito il divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale nella legge costituzionale grazie a un referendum vinto con la schiacciante maggioranza del 71%, e recentemente ha anche approvato finalmente l’interruzione volontaria di gravidanza col 77%”. Questo quanto riporta la pagina web.
Beatrice D’Uffizi
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