Non sono mai saliti a bordo del treno nella stazione di Genova i 27 ragazzi disabili e i 3 accompagnatori dell’associazione Haccade, protagonisti della vicenda che ha scatenato indignazione e polemiche trasversali. Lo apprende Agi da fonti qualificate.

L’episodio è accaduto il 18 aprile alla stazione di Piazza Principe: Trenitalia aveva riservato sulla prima vettura del regionale 3075 Albenga-Milano i posti necessari a far viaggiare da Genova a Milano la comitiva. Sul convoglio, arrivato però nella stazione genovese di Piazza Principe con un ritardo di 40 minuti, dovuto a un precedente vandalico che aveva costretto a cambiare tipo di treno a Savona (con 150 posti in meno), sono saliti numerosi viaggiatori occupando tutti i posti, compresi quelli tenuti e rimasti fino a lì liberi per la comitiva. Secondo le fonti Agi, il treno era stracolmo “con persone nei corridoi”.

A quel punto, secondo la ricostruzione fornita da Trenitalia, il personale di assistenza alla clientela è salito a bordo per invitare le persone a liberare i posti riservati: dopo circa venti minuti, “nell’impossibilità di persuadere i clienti e permettere alla comitiva di viaggiare seduta e in maniera confortevole, come previsto, Trenitalia ha individuato una soluzione alternativa, utilizzando un pullman sostitutivo”.

Il tema dunque era dover gestire la tensione in un treno in ritardo e sovraffollato, con difficoltà di movimento nei corridoi e negli scompartimenti.

L’intera vicenda ha sollevato sdegno e sconcerto, dalla politica al mondo dell’associazionismo. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, lo ha definito un episodio “totalmente esecrabile”, tanto da chiamare il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e definire un incontro in settimana, “perché lo sfondo di tutto questo è la necessità di programmare un servizio di treni interregionale, che dipende dal ministero e non dal contratto di servizio con la Regione, che agevoli il nostro turismo e la possibilità di muoversi tra le regioni del Nord e le riviere liguri, in una stagione turistica che si preannuncia molto incoraggiante” a detta del governatore.

Trenitalia, tramite la direttrice regionale della Liguria, Giovanna Braghieri, ha spiegato che le persone che non hanno voluto alzarsi dai posti riservati per il gruppo di disabili “avevano un regolare biglietto, che gli permetteva di viaggiare sia seduti che in piedi. I viaggiatori – ha affermato – sono stati controllati e possedevano un regolare biglietto. Ricordiamo che per viaggiare su un treno regionale è possibile acquistare un biglietto che permette di avere la garanzia del viaggio che può essere effettuato sia in piedi che seduto con il ritorno alla capienza al 100%. Abbiamo anche una app che permette, con una sorta di semaforo rosso, giallo e verde di monitorare lo stato di disponibilità dei posti a bordo per i viaggiatori che vogliono avere questo tipo di informazioni”. 

I viaggiatori, a quanto spiegato da Braghieri, “sono stati invitati più volte dal nostro personale a lasciare liberi quei posti, sottolineando che erano riservati a una comitiva di ragazzi disabili, ma nessuno si è alzato. La nostra richiesta non è stata minimamente accolta”.

A quel punto, con i ragazzi che non sono saliti sul treno a Genova Piazza Principe, Trenitalia ha offerto “quella che poteva essere una soluzione alternativa di viaggio confortevole per questo gruppo di persone – ha spiegato ancora la direttrice regionale – Il viaggio avrebbe potuto proseguire rimanendo in piedi, ma abbiamo ritenuto di offrire un autobus di supporto dedicato a loro per poter raggiungere Milano”.

L’azienda, “esprimendo vivo dispiacere e sdegno per l’accaduto”, ha fatto sapere che rimborserà integralmente il biglietto a tutti i partecipanti e “conferma il proprio impegno a tutelare il diritto alla mobilità di tutti, in particolar modo di chi, per poterne godere pienamente, necessita di ogni doverosa attenzione: professionale, organizzativa e di comune senso civico”.