Winnie the Pooh entra nella storia americana. Sono passati vent’anni da quando Disney è riuscita a prorogare il copyright. Ma adesso le cose sono cambiate.

Winnie The Pooh

Dal primo gennaio 2022 Winnie The Pooh è di dominio pubblico culturale ed è un evento che entra nella storia. Ormai tutto il mondo sa quanto le avventure dell’orso del bosco dei cento acri e i suoi amici siano un simbolo. Per la letteratura americana e per la Disney, soprattutto, che ha acquistato il franchise nel 1961. Film, episodi animati, prodotti di merchandising sono stati fonte di reddito principale per casa Disney, ma adesso tutti possono usare Winnie the Pooh per opere intellettuali, almeno, nella sua versione originale del 1926. Infatti, è il libro di A.A. Milne “Winnie Puh” a non essere più protetto da copyright. Sono passati 96 anni, quelli necessari per far decadere qualunque diritto d’autore su un’opera.

Mickey Mouse Act: gli interventi Disney

La corsa alla liberazione delle grandi proprietà intellettuali nel mondo americano continua. Winnie The Pooh non è il solo. Molte opere, con il trascorrere del tempo, divengono di pubblico dominio. Dal 2024, toccherà a Topolino, a meno che Disney non riesca ad intervenire. Nel 1998, infatti, è stata proprio la Disney ad ottenere una proroga al congresso degli Stati Uniti. Prima la validità del copyright era di 76 anni e si può già considerare un successo il tentativo ben riuscito per preservare le varie opere per altri 20 anni.

Mickey Mouse Act“. È questo il nome comunemente usato in America per inquadrare la scaltra operazione di investimenti e pressione condotta dalla Disney. Chissà quale sarà la sua prossima mossa. Dal 2019, siamo nuovamente in un territorio bollente, in cui le varie opere tornano a liberarsi del copyright. Di Winnie the Pooh si impadronisce la storia.

Quest’anno, ci sono anche I sette pilastri della saggezza di T. E. Lawrence e il libro che ha ispirato Bambi. Ciò significa che ad oggi chiunque può intitolare un cartone animato “Bambi“, trattando la stessa storia. Non possiamo dire lo stesso per i disegni del ’42. Mancano ancora 24 anni prima che l’opera si liberi totalmente del diritto d’autore.

Il libro da cui è tratto “Bambi” è ancora più cupo del film - Il Post

Non è un caso alla corsa ai ripari con i live action, considerando che tra 15 anni si libererà anche Biancaneve e i sette nani. Cosa ci riserverà il futuro? Assisteremo ad un’altra manovra simile al ” Mickey Mouse Act”?

Articolo di Sofia Pucciotti