Napoleone lascia l’isola d’Elba il 26 Febbraio 1815 verso le sette di sera, ma non fu affatto una fuga. L’imperatore si prepara a salpare dall’Elba la notte del 25 Febbraio, approfittando della partenza del controllore inglese Campbell per Firenze. Si imbarcò e partì con un piccolo esercito di circa 670 uomini. Abbandona l’isola per approdare poi il 1 Marzo in Francia. Al momento della partenza molti furono i cittadini elbani che andarono a salutarlo e ad augurargli buona fortuna. Parte per contrastare in Francia Luigi XVIII e il regno dei Borboni.

L’esilio di Napoleone all’Elba

Napoleone lascia l'Elba
Napoleone lascia l’Elba ritratto

Dopo la battaglia di Lipsia e il trattato di Fontainebleau nel 14 Aprile 1814, Napoleone è costretto ad abdicare e a ritirarsi all’isola d’Elba che scelse per il suo esilio. Quest’ultimo durò 10 mesi e l’imperatore venne in prima battuta ospitato nel palazzo della Biscotteria, casa municipale di Portoferraio. Durante l’esilio organizza militarmente ed economicamente l’isola. Il 2 di Agosto la madre Letizia lo raggiunse a Portoferraio per rimanere accanto a lui per tutta la durata dell’esilio. Soggiorna qui dal 3 Maggio del 1814 al 26 Febbraio del 1815. Gli elbani accolgono con entusiasmo lo sbarco di Napoleone e gli vengono consegnate le chiavi della città del Maire Traditi. Dopo il breve soggiorno alla Biscotteria, Napoleone decide di ristrutturare alcuni edifici, compreso la villa dei Mulini che lo ospiterà per tutta la sua permanenza nell’isola.

Non fu una fuga ma una partenza programmata con l’Incostant

Non fu una fuga. La partenza era stata ben preparata tempo prima, facendo forza dell’attracco dell’imbarcazione Inconstant, la quale si era arenata nei pressi di Portoferraio. Napoleone decide di farla riparare e nel frattempo la riarma di cannoni e la carica di viveri che poteva utilizzare per il viaggio. Con la partenza di Campbell per Firenze e il vento dello scirocco che soffiava, Napoleone decide di imbarcarsi il 26 Febbraio. La notte del 25 Febbraio sull’isola si seppe della sua imminente partenza verso la Francia e la madre e la sorella Paolina lo aiutarono donandogli parte dei loro risparmi.

La mattina del 26 annuncia il suo viaggio, dicendo che la Francia lo chiamava, perché i Borboni l’avrebbero portata alla rovina. Napoleone sapeva fin dal suo arrivo sull’isola che prima o poi  sarebbe tornato sulle scene politiche europee. La maggior parte dei membri della Coalizione non pensava affatto ad un ritorno dell’imperatore francese. Nel frattempo, con il ritorno della dinastia Borbone, vi fu il rientro dall’esilio inglese di re Luigi XXVIII, che firmò il trattato di Parigi con la sesta Coalizione. Ristabilì così i privilegi fra i nobili, cancellò le pensioni e le gratificazioni ai veterani e creò così grande malcontento nella popolazione francese.

Da Napoleone a Luigi XXVIII….”Mio buon fratello”

Napoleone era stato avvertito della situazione francese a metà Febbraio del 1815 da Fleury de Chaboulon, che giunse all’Elba travestito da marinaio e incontrò l’imperatore. Egli sbarca il 1 Marzo nei dintorni di Cannes. La marcia di risalita da parte dell’imperatore entra nella leggenda come “il volo dell’Aquila” ed egli si dirige verso Grenoble percorrendo le montagne ed evitando Marsiglia. Incontra qui il Quinto Reggimento dell’esercito francese che si schiera immediatamente dalla sua parte e proseguono così verso Parigi. Si unirono a lui anche le forze del maresciallo Michel Ney, che era stato inviato per contrastarlo.

Chiunque veniva inviato per fermare la sua avanzata si univa a lui, tanto che in Place Vendome comparve un avviso con su scrittoDa Napoleone a Luigi XXVIII. Mio buon fratello, non è necessario che tu mi mandi altre truppe, ne ho già a sufficienza”. Il 19 Marzo Luigi decide di abbandonare Parigi con l’esercito napoleonico alle porte. Napoleone entra infatti nella città la sera seguente.

La riconquista dei 100 giorni

Al suo rientro approva una Costituzione i cui membri della camera venivano scelti da lui e la Camera dei rappresentanti veniva eletta dai sudditi francesi. Nell’atto fu scritto esplicitamente il divieto della possibilità di ritorno dei Borboni.  Il 1 Giugno Napoleone giura sulla nuova legge costituzionale di fronte ai francesi.  L’imperatore si prepara così al conflitto contro Regno Unito, l’Impero austriaco, il Regno di Prussia e l’Impero Russo che siglarono un’alleanza, dando vita alla Settima Coalizione. Questa fu creata per spodestare definitivamente Napoleone dal trono. La sua riconquista della Francia dura solo 100 giorni, per concludersi nella distruttiva battaglia di Waterloo e portarlo al suo secondo esilio sull’isola di sant’Elena.

Sabrina Baiocco

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