Antonio Ferrari ha frequentato per lungo tempo Catherine Spaak nel periodo in cui è stato legato alla sorella della nota attrice, Agnes.

Il giornalista sarà tra gli ospiti di “Oggi è un altro giorno”, in onda a partire dalle 14:05 su Raiuno dove interverrà in uno spazio dedicato alla conduttrice e volto tv scomparsa lo scorso anno. Modenese classe 46, Ferrari ha lavorato al Secolo XIX per poi approdare al Corriere Della Sera dove attualmente ricopre il ruolo di editorialista, occupandosi di politica estera. È membro del Comitato scientifico del cipmo (Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente) e di Gariwo (La foresta dei Giusti). Ferrari ha raccontato i primissimi incontri con la Spaak:

Antonio Ferrari, come ha conosciuto Catherine Spaak?

Antonio Ferrari, il rapporto con Catherine Spaak

“Catherine l’ho conosciuta dopo essermi innamorato di Agnès, parliamo di quasi 50 anni fa. Per me era mia cognata a tutti gli effetti, in quanto ho vissuto con Agnès più di 11 anni. “Ci siamo frequentati molto, ai tempi in cui stava con Johnny Dorelli andavamo nella sua casa di Roma. Ero molto incuriosito dal suo modo di avere rapporti con gli uomini. Catherine era una donna molto libera e desiderosa di protezione e di guida”.Io sono sempre stato un suo fan e mi ricordavo quando da ragazzino avevo due ideali: uno romantico, Laura Efrikian, e uno sensuale, Catherine Spaak, che era la donna dei nostri sogni proibiti da ragazzi. Eravamo tutti innamorati di lei. Poi conobbi Agnès e mai avrei immaginato che Catherine sarebbe diventata mia cognata

E svelato sempre durante un precedente intervento ad “Oggi è un altro giorno”, un aneddoto che ha portato l’attrice a divenire una conduttrice di successo:

“Io mi ricordo una cosa molto divertente. Durante uno dei nostri incontri al mare, dove aveva invitato me e Agnès, lei mi chiese se potesse fare la giornalista. Io le feci un’esame e le dissi che sarei stato molto duro: non ho un buon carattere e lei questo lo sapeva molto bene. Quando lessi il suo testo, malgrado qualche errore sulle doppie, lo trovai bellissimo, andai dal direttore del ‘Corriere della Sera’ e riuscii a fare sì che cominciasse a scrivere per quella testata”.

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