Al giornale Open parla una fonte di alto livello che piega la prassi seguita dai servizi segreti italiani davanti a casi come quello di Artem Uss, figlio del governatore siberiano evaso dai domiciliari nel milanese lo scorso 22 marzo.

Caso Uss, gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda del cittadino russo evaso dai domiciliari in Italia

Non smette di far discutere il caso Artem Uss, l’imprenditore russo vicino a Putin evaso dagli arresti domiciliari nel milanese lo scorso marzo. Questa volta a parlare è una fonte di alto livello consultata da Open, secondo cui Artem Uss sarebbe stato lasciato fuggire volontariamente dai servizi segreti italiani. L’informatore, parlando al giornale di Enrico Mentana, afferma di non aver provato alcuna meraviglia nell’apprendere la notizia della fuga della spia russa e questo perché “la dottrina generale dei servizi, condivisa spesso dal ministero degli Esteri, è sempre stata: lasciamoli scappare perché altrimenti dovremmo decidere a chi darli”. Il figlio dell’oligarca russo Alexander Uss è evaso il 22 marzo scorso dagli arresti domiciliari che gli erano stati concessi in una casa a Basiglio (Milano), e ora sulla fuga avvenuta grazie ad alcuni complici che lo hanno aiutato a rientrare in Russia sta indagando la magistratura milanese.

I servizi segreti italiani, spiega ancora la fonte, non sono nuovi a casi del genere “Nel 2019 scoppiò la grana perché il magnate russo Andrey Smyshlyaev era stato arrestato dall’Interpol nella sua villa sul lago di Como, e l’allora ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, dovette decidere se consegnarlo ai russi che erano all’origine di quel mandato di cattura o agli americani che lo volevano interrogare. Fu consegnato ai russi dopo lungo tergiversare, e gli americani si infuriarono davvero con Bonafede”. Questo accade perché, continua la fonte, “la dottrina dei servizi è sempre stata quella: mettiamolo ai domiciliari e facciamolo scappare, che la cosa finisce lì. Sicuramente ci prendiamo il vaffa, ma non dobbiamo prendere decisioni. Si è sempre proceduto così”. Come dimostra anche la decisione dei magistrati milanesi di sostituire la misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari e braccialetto elettronico nei confronti di Artem Uss che ha dato il via a numerose anomalie.

Caso Uss, quali sono le anomalie emerse dall’inchiesta

Tra le anomalie emerse dall’inchiesta milanese riguardo il caso Uss, c’è la scoperta di più di venti allarmi lanciati dal braccialetto elettronico dell’imprenditore durante i tre mesi di domiciliari. Gli inquirenti sospettavano fosse una prova da parte dell’uomo d’affari russo di testare i tempi di reazione delle forze dell’ordine prima di un’eventuale evasione, ma questa tesi è stata smontata dai tecnici Fastweb ascoltati dai magistrati: gli allarmi erano in realtà mancate connessioni, dovute all’instabilità della rete Wifi presente in casa.

Roberta Maria Di Giovangiulio

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