Giunge al termine la terza tribolata stagione di The Mandalorian che conclude, almeno fino alla quarta stagione, le avventure di Grogu e del mandaloriano. Nonostante gli alti e bassi, la stagione tutto sommato risulta valida. Anche se inferiore in termini qualitativi rispetto alle precedenti. una scrittura più asciutta, più improntata verso la creazione di un mondo interconnesso avrebbero aiutato. Avremmo di certo voluto un’intera stagione, insomma, come quest’ultimo episodio. Non con grandi ritorni e grandi plot come i finali delle prime due stagioni, ma di sicuro con molta più emozione e intimità.
The Mandalorian stagione 3: la riconquista di Mandalore

I nodi stanno venendo al pettine e Din Djarin e Grogu si trovano ormai allo scontro finale. Non vi sono particolari elementi di trama che si dipanano nel corso dell’episodio, ma piuttosto un grande scontro di quaranta minuti per la conquista di Mandalore. Girato egregiamente da Famuyiwa, sia chiaro. La sequenza di scontro tra i mandaloriani e le truppe dell’impero è fantastica, con due sciami che collidono in una battaglia aerea. Degna di una sequenza di uno Star Wars cinematografico, fa da contrapposizione a quello che succede a terra, con Din Djarin e Grogu intenti a raggiungere Moff Gideon per chiudere una la questione. Il mandaloriano riscatta il suo essere stato in ombra durante il corso di tutta la stagione con una fantastica sequenza di combattimento contro le truppe imperiali. Anche se la sua armatura di Beskar sembra fin troppo resistente. Prendendo, in realtà, le sembianze di una plot armor eccessiva.
Favreau divide la narrazione in due blocchi distinti. Quello in aria dell’esercito mandaloriano e quello a terra di Djin contro Gideon. Sarà però solo l’intervento di Grogu e di Bo Katan a salvare il nostro protagonista dalla disfatta. Lei, ormai consolidata regina di mandalore perde la spada, in cambio della riconquista della terra natia. In una sorta di scambio equivalente molto efficace. Anche Grogu riscatta la sua figura aiutando finalmente in modo attivo durante gli scontri. Sostanzialmente il finale di stagione è tutto qui, una grande battaglia campale per la riconquista di Mandalore e la dipartita forse fin troppo sbrigativa di Moff Gideon. Sembra quasi che Favreau e Filoni abbiano cercato il modo più veloce e indolore per chiudere la trama dell’antagonista. Così come le sue di sottotrame, che si risolvono con un nulla di fatto e la classica sconfitta del cattivo a cui va sempre male tutto. La volontà è di certo quella di lasciare spazio all’arrivo del generale Thrawn e alla creazione dell’annunciato Mandoverso con prodotti come Ashoka, The Skeleton Crew e il film di The Mandalorian. Tutte soluzioni giuste a livello produttive ma un po’ meno a livello di scrittura.
La fine del viaggio
Il finale di episodio e di stagione sa di finale di serie. Con i nostri due protagonisti che, in una scena molto emozionante, si riconoscono ufficialmente come padre e figlio. La loro evoluzione è continua durante tutta la serie e la risoluzione emotiva di questo viaggio è appena avvenuta. Il loro vivere in una casa poco fuori Nevarro sa proprio di grande finale, con i due che sembrano non aver più nulla da raccontare. Il topos padre e figli rimane sempre l’elemento cardine nei prodotti di Star Wars, e The Mandalorian ne è l’ennesima riprova. In ogni caso, è improbabile che questa sia la fine del viaggio per i due: la quarta stagione dovrebbe iniziare a girare in autunno e tanti altri progetti sono stati annunciati allo Star Wars Celebration 2023. Tirando le somme, ci troviamo di fronte ad una terza stagione con ottimi momenti ma tanti bassi. Un inciampo per una serie che, nelle prime due stagioni, era il cardine del nuovo mondo delle Guerre Stellari. La storia di Din Djarin e Din Grogu ha l’aria di conclusione e chiusura del cerchio. Ma sappiamo che così non sarà: ne siamo sicuramente felici, perché non siamo ancora pronti a salutarli.
Alessandro Libianchi





