Si è aggravato il bilancio delle vittime a Uman, la città dell’Ucraina centrale attaccata prima dell’alba dall’esercito russo: sono 25 i morti nel condominio di nove piani colpito da missili, tra cui quattro bambini. “Un missile ha colpito casa nostra. Siamo ricoperti di sangue. I bambini dormivano qui, grazie a Dio siamo vivi. Tutte le finsestre sono distruitte. Siamo ricoperti di sangue. Ero terrorizzata”, questa la testimonianza di una donna che vive nel condominio colpito.

I missili hanno colpito anche Dnipro, dove sono morti una giovane donna e il figlio di 3 anni. A Kiev i missili sono stati abbattuti dalla difesa e non si sono registrate vittime. Si è trattato del più imponente attacco russo da mesi contro città ucraine che non si trovano sul fronte o nelle vicinanze. 

Mosca nega di aver colpito siti civili: “In Ucraina bombardati obiettivi militari”. I preparativi per la controffensiva ucraina “stanno per finire”, afferma intanto il ministro della Difesa.

Uman, cosa è successo e cosa succederà

Uman si contano 25 morti, di cui 4 bambini, per un palazzo sventrato da un missile nella notte. Una donna e la sua bimba di due anni sono morte a Dnipro mentre 11 missili sono stati abbattuti dall’antiaerea mentre volavano su Kiev, nel primo attacco missilistico contro la capitale in 51 giorni.

L’aeronautica ucraina ha annunciato di aver abbattuto 21 missili da crociera e due droni nella notte, ma almeno altri due razzi sono sfuggiti alla contraerea. Il sindaco filorusso di Donetsk ha a sua volta puntato il dito contro Kiev, sostenendo che anche gli ucraino hanno sulla coscienza sette morti, tra cui un bambino, per un attacco che ha colpito un minibus nella città.

Le bombe russe sulla popolazione “sono la risposta della Russia a tutte le iniziative di pace”, ha denunciato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, aggiungendo che “la via per la pace è cacciare la Russia dall’Ucraina” e armare il Paese con gli F-16.