Nicolas Sarkozy perde il primo dei ricorsi in appello per uno dei due processi che ha in corso. Nel 2021 l’ex Presidente era stato condannato nel cosiddetto “Processo Bismuth”, nome di copertura con il quale Sarkozy aveva registrato un’utenza telefonica per comunicare con il suo avvocato. L’inchiesta era nata dalle intercettazioni ordinate da pm che si occupavano di un altro dossier in cui era coinvolto l’ex presidente, il presunto finanziamento ricevuto da regime di Gheddafi

Il caso Bismuth

Al centro del processo che vede coinvolto Nicolas Sarkozy ci sono le intercettazioni di un telefonino acquistato nel gennaio 2014 sotto l’identità di Paul Bismuth, un ex compagno di liceo dell’avvocato Thierry Herzog, che sarebbe stato utilizzato dallo stesso avvocato e da Sarkozy per parlare di Gilbert Azibert, al tempo procuratore generale presso la Corte di Cassazione (la più alta istanza del sistema giudiziario in Francia).

Gilbert Azibert è accusato di avere lavorato dietro le quinte per sostenere un ricorso presentato da Nicolas Sarkozy in relazione al caso Bettencourt. In cambio, lo stesso Azibert avrebbe chiesto all’ex presidente francese un aiuto per ottenere un importante incarico nel Principato di Monaco.

Sarkozy è il primo presidente della Quinta Repubblica processato e condannato per un reato così grave. Jacques Chirac, ormai vecchio e malato, aveva avuto un processo per gli impieghi fittizi risalenti a quando era sindaco di Parigi. Durante il processo Sarkozy si è battuto davanti ai giudici, mostrando la sua solita energia. “Non ho mai commesso nessuna corruzione” ha ripetuto più volte, spiegando di essere vittima di “infamie”. “Avete davanti a voi un uomo di cui sono state ascoltate più di 3.700 conversazioni private. I miei figli. Mia moglie. Il mio medico. I miei amici politici. Il mio avvocato” aveva sottolineato a proposito delle intercettazioni, alcune diffuse in aula prima della sua testimonianza.

In autunno, invece, l’ex presidente della Francia dovrà affrontare il processo di appello per il caso Bygmalion, legato alle spese della successiva campagna presidenziale del 2012, per cui è stato già condannato in primo grado nel settembre del 2021 a un anno senza condizionale.