La madre di Lina Sastri è venuta a mancare per via dell’Alzheimer, che ha tolto la memoria a Ninetta senza però cancellarne il ricordo. “Porto in giro la voce di Ninetta, mia madre. -dichiara Lina Sastri in un’intervista a Vieni da me-, lei cantava mentre faceva i servizi, come tutte le donne della nostra terra. Mi svegliamo con una madre che mi stava vicino, era una casalinga, lei aveva una voce meravigliosa. Io ho scritto un libro dedicato a lei, “La casa di Ninetta”. È morta di Alzheimer, ma è morta con la grazia. E lei ha lasciato a me e a mio fratello tutto quello che ho di più prezioso. Spero presto di fare un film sulla sua vita”.

Lina Sastri tra l’abbandono del padre e la morte del fratello Carmine

Ma la prima giovinezza di Lina Sastri è stata anche segnata da assenze importanti: “Mio padre non c’era mai, si fece un’altra famiglia in Brasile, ha avuto due figli, i miei fratellastri, da due donne diverse, una bianca e una nera. Mai visti, nemmeno in foto. Papà è morto lì”. E non fece neppure in tempo ad applaudirla. Quanto alla madre, da cui invece si è sentita amata, si ammalò di Alzheimer e se ne andò. “I miei avevano la seconda elementare, la stessa età, belli, papà traditore, mamma gelosa” ricorda l’attrice.

I miei fratellastri, nati da due donne diverse, una bianca e una nera. Mai visti, nemmeno in foto. Papà è morto lì», ha raccontato l’attrice nel 2018, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. E in ultimo, non per importanza, la morte del fratello.

L’uomo nel 2022 é deceduto per complicanze relative al Covid 19 in ospedale, nel pieno di una pandemia che non lasciava spazio né all’estremo saluto né ad una funzione religiosa del compianto. Il calvario del fratello Carmine parte dal 2013, con la drammatica corsa notturna in ospedale, nel giorno in cui all’uomo viene diagnosticata un’emorragia cerebrale, che lo lascerà menomato. Poi la lotta contro la diagnosi di un tumore, nel 2017, per arrivare al gennaio 2021 con la morte per Covid in un reparto dove nessuno può entrare, e sono vietati anche i funerali: «Non è umano non poter onorare i propri morti, è una cosa atroce».