“Duemila bambini uccisi a Gaza e ignorati dalla politica italiana”. Decine di manifesti, affissi anche sulle plance del Comune di Roma, nei vicoli limitrofi a Montecitorio, al Senato e alle altre sedi istituzionali e governative, sono comparsi nel giro di una notte a Roma. Foto di bambini morti, primi piani di volti sofferenti e segnati dalle schegge delle bombe, piccoli corpi presi in braccio e portati via da genitori e soccorritori dopo i bombardamenti. “Sono le piccole vittime ignorate di questa carneficina” si legge nella nota di rivendicazione dell’azione di Militant. 

“Duemila bambini uccisi a Gaza e ignorati dalla politica italiana”

A firmare l’iniziativa, evidentemente anti-Israele, è il Collettivo Militant. “Sono immagini crude, che non possono non turbare chiunque conservi un briciolo di umanità – scrivono gli attivisti -, eppure crediamo che non sia più possibile edulcorare l’oppressione a cui è soggetto il popolo palestinese e che, anzi, sia più che mai necessario mostrare a tutti il vero volto del colonialismo, affinchè nessuno possa più permettersi di dire: io non sapevo”. “Da oltre due settimane lo stato israeliano sta bombardando indiscriminatamente la striscia di Gaza  – continua la nota – come rappresaglia per l’attacco subito il 7 ottobre. Le bombe che ogni giorno cadono su palazzi, ospedali e rifugi stanno provocando la morte di migliaia di civili la cui unica e sola colpa è quella di essere palestinesi e di essere, per questo, ghettizzati e rinchiusi da decenni nel carcere più grande del mondo. A rendere ancora più orribile ciò che sta avvenendo è che tra le vittime ci sono oltre 2000 bambini, una vera e propria strage degli innocenti”. L’accusa del Collettivo, che si definisce “comunista”, nato circa quindici anni fa, è al ceto politico italiano: “Che in piena sintonia con l’establishment occidentale – dicono – ha scelto fin da subito di ‘non vedere’ quello che davvero sta accadendo a Gaza, aiutato in questo da un sistema informativo che altrettanto consapevolmente ha deciso di non raccontare né mostrare il vero volto di questo massacro. Per i media e la politica le vittime civili palestinesi, semplicemente, non esistono, non hanno un nome, non gli viene data voce, al massimo rappresentano un effetto collaterale del ‘diritto a difendersi’ di Israele. La deumanizzazione del popolo palestinese a cui assistiamo in questi giorni mostra così su quale pregiudizio coloniale e razzista poggi in realtà la presunta superiorità morale dell’occidente”.

Il Campidoglio il 26 ottobre è intervenuto per rimuovere uno striscione al Pigneto affisso dal locale Circolo Arci. E dopo ha diffuso una nota per precisare che “le rimozioni da parte dell’ufficio Decoro urbano del Comune di Roma di manifesti, striscioni e scritte relative al conflitto in Medio Oriente – si legge nella nota del Comune di Roma Capitale – avvengono su indicazione della Questura, anche a seguito delle decisioni prese in sede di comitato per l’Ordine e la sicurezza”.