La svolta nel mistero della scomparsa dei due ex fidanzati 22enni veneti, Giulia Cecchettin e Filippo Turetta, ha imboccato oggi la strada più drammatica. Un video della zona industriale di Fosso’ (pochi chilometri dall’abitazione di Giulia), esattamente dove erano state ritrovate quelle che sembravano delle tracce di sangue, mostra una lite tra i due e l’aggressione dell’ex fidanzato.

Un elemento che ha portato la procura di Venezia a indagare Turetta per tentato omicidio. I fotogrammi che mostrano l’aggressione sono stati estrapolati dalle telecamere di video sorveglianza di una azienda non lontana dal luogo dell’aggressione. Incredula la famiglia del ragazzo che ha assistito a una approfondita perquisizione di casa propria durata tre ore e mezza e conclusa con i carabinieri che hanno prelevato del materiale informatico del ragazzo.

“Quanto ipotizzato li lascia colpiti, attoniti, increduli – ha detto all’AGI Emanuele Compagno, avvocato d’ufficio di Filippo Turetta – ha dell’incredibile questa vicenda perché da tutti Filippo è descritto come persona mite, un bravo ragazzo con buoni rapporti con tutti e mai screzi. Siamo di fronte a una famiglia modello, molto bella e unita, molto uniti tra di loro. A maggior ragione appare tutto inspiegabile”. Si attende ancora una conferma dell’analisi del Dna sulle macchie di sangue trovate a terra nel luogo della lite dei due.

Il focus è cercare di individuare la Fiat Punto nera targata FA015YE di Filippo Turetta. Tutte le piste sono aperte e non è escluso che i due ex fidanzati siano transitati per l’Alto Adige e poi recarsi nella vicina Austria. Altre ricerche sono in corso nei territori dei comuni di Sesto, San Candido e Dobbiaco da parte dei carabinieri, Guardia di finanza e delle altre sezioni pusteresi del Soccorso alpino. 

Dopo i controlli dei fiumi, i sorvoli di elicotteri e droni, l’utilizzo di cani molecolari e sommozzatori anche oggi carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile sono al lavoro impegnati a scandagliare il lago di Barcis (Pordenone).