Cesare Rascel: il padre era il celebre ed indimenticato artista Renato Rascel, che raggiunse il grande successo con il brano Arrivederci Roma, venuto a mancare nel 1991.

Cesare Rascel, il rapporto con il padre

Cesare Rascel, il ricordo del padre Renato Rascel

Il 50enne sarà tra gli ospiti de La Volta Buona, in onda a partire dalle 14.00 su Raiuno dove si racconterà in un’intervista alla conduttrice del talk, Caterina Balivo. Nato a Roma nel 1973, il figlio d’arte esordisce sul palco del teatro Sistina a soli 3 anni e mezzo e da li non ha mai smesso. Laureato al Berklee College of Music di Boston in composizione jazz, dopo numerose esperienze come autore e come produttore per RAI ed Endemol, oggi continua a fare concerti in Italia e in America ed è il direttore artistico del Festival della musica Italiana di New York (mondovisione e RAI2) e del Premio Rascel (RAI1). Ospite a Domenica In, l’artista aveva ricordato l’infanzia e i primi passi nel mondo dello spettacolo su suggerimento del padre: “Eravamo due o tre generazioni l’uno dall’altro ma era molto attivo e giovanile, abbiamo trovato il connubio nello sport e nella musica. Ha sempre voluto che studiassi musica e ci incontravamo in questi mondi, quando sono nato aveva 61 anni

Ho delle immagini, poi passano gli anni e vengono sostituite da immagini che ancora ci sono, ho la fortuna di averlo qui attraverso le immagini e le canzoni, ma ce ne sono alcune indelebili come quella di quando mi allacciava gli scarponi quando andavamo a sciare o di lui che mi insegnava a giocare a tennis….Un giorno per insegnarmi i tuffi si è gettato da una scogliera alta cinque metri…È stato un papà affettuoso e sempre presente”.  Renato Rascel è venuto a mancare quando il figlio era ancora un adolescente, lasciando un grande rimpianto a Cesare: che il padre non abbia mai potuto vederlo diventare adulto. Dopo aver rifiutato inizialmente l’idea per seguire i suoi interessi, a 18 anni ha deciso di partire per l’America, cercando di dedicare la sua vita alla musica, per poi divenire al tempo stesso anche autore e produttore. Riguardo al periodo aveva raccontato nel programma condotto da Mara Venier: Quando ero 18enne e sono andato a vivere in America, c’era un po’ di rigetto come normale, vuoi staccarti dalla famiglia ed essere te stesso. Poi ho scoperto che la mia missione è portare avanti la musica di papà e quella italiana in generale nel mondo

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