Non è un momento semplicissimo da vivere per la tennista Simona Halep. La professionista romena è stata trovata positiva dopo un test dell’antidoping (la sostanza incriminata è la roxadustat) a ottobre 2022 e la Federazione della racchetta ha deciso di squalificarla per quattro anni. Una sentenza che potrebbe porre fine alla carriera nell’universo del tennis della donna che può aggrapparsi, adesso, a una sola speranza: il CAS (Court of Arbitration for Sports) ascolterà l’appello della Halep e deciderà il da farsi.
La difesa di Simona Halep: “Chiaro ci sia stata una contaminazione, sono innocente”

“Ogni giorno da allora è stato doloroso, sconvolgente, perché so di non aver fatto niente di male. Quando ho ricevuto la lettera è stata un vero e proprio shock, per risultare positiva con una piccola quantità di una sostanza vietata. Non mi è mai passato di fare qualcosa del genere per la mente – queste le dichiarazioni della tennista rumena a EuroNews -. Dicono che ho preso questa sostanza per migliorare le mie prestazioni, ma è chiaro che ci sia una contaminazione. Tre giorni prima della positività ho avuto esami di sangue e urine negative. Non ho mai avuto intenzione di fare qualcosa di sbagliato o irrispettoso, ho rispettato tutto e ho dedicato la mia vita al tennis. Quattro anni sono tanti, almeno alla mia età. Per un’atleta che per 25 anni ha vissuto ogni giorno dedicando la propria vita al tennis, sarebbe catastrofico. Non so come farei, probabilmente sarebbe la fine della mia carriera. E per qualcosa che non ho fatto, sarebbe davvero catastrofico“.
Parole chiare della tennista dell’Est che pensa di essere innocente e spera che la decisione del WTA si sgretoli dopo l’appello. Un orizzonte che non porrebbe prematuramente fine alla sua carriera.
(Credit foto – pagina Facebook della tennista romena)
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