Il Mondiale 2024 porterà diversi cambiamenti nell’universo delle derivate. Il Responsabile della Superbike, Gregorio Lavilla, si è intrattenuto in una lunga chiacchierata parlando di come le nuove regole renderanno l’universo della SBK più competitivo e avvincente. Nessuno deve sentirsi colpito dal nuovo orizzonte, ma stimolato dalle possibili battaglie con i nuovi\vecchi rivali: questo il pensiero del dirigente che ha raccontato, anche, gli inizi del movimento spiegando come la crescita della categoria sia stata esponenziale. Tutti felici, quindi. Tranne Alvaro Bautista e Ducati?
Superbike, le parole di Gregorio Lavilla: “Vincere è bello solo quando hai contro dei rivali attrezzati”

“Dobbiamo riconoscere che, quando abbiamo iniziato nel 2013 c’era molta strada da fare – queste le parole di Gregorio Lavilla, Responsabile della Superbike, ai microfoni di Corsedimoto.com –. C’erano però anche problemi riguardo i piloti e gli ascolti che bisognava cambiare. I nostri parametri di audience, abbonati, presenze in circuito. Stanno crescendo, i numeri sono molto buoni. Questo perché negli ultimi tre anni abbiamo avuto la fortuna di avere tre marchi con tre piloti in competizione fino all’ultimo momento, quindi poco a poco l’interesse si sta notando. Prima di tutto se sei un brand consolidato puoi permetterti un anno di assenza. Ma quando non lo sei, non puoi fallire. Devi essere lì, ai piedi del canyon. Lo sport si muove molto e in Superbike sono tanti gli appassionati che vivono questa esperienza. Quando abbiamo iniziato il campionato, la Superbike aveva una libertà quasi totale su ciò su cui si poteva lavorare. In realtà però solo pochi marchi potevano raggiungere questo obiettivo per questioni economiche. Quando siamo arrivati abbiamo iniziato a fare in modo che anche una squadra privata avesse la possibilità di vincere. Di questo posso sentirmi molto orgoglioso, stiamo facendo crescere le squadre private. A partire dal 2017-2018 c’è stato un cambio di ciclo perché ci sono brand che vanno oltre e altri che preferiscono restare fermi. Ciò significava che c’erano sempre più differenze. In quel contesto si sono sviluppate le restrizioni, abbiamo iniziato a mettere in atto alcune cose per andare avanti. Quelle piccole cose ti fanno vedere da dove veniamo, come stiamo andando e dove andremo“.
“Regole contro qualcuno? No”
“La soddisfazione della vittoria è quando hai dei rivali. Se non cambiamo nulla, anche tu te ne andrai. Se vinci ogni anno alla fine perde il suo valore, è molto facile e deciderai di andartene. Bisogna capire che ognuno difende il suo: di tanto in tanto dai ai piloti una prospettiva generale e loro la accettano, sono d’accordo con te. La questione del peso combinato prevede che la zavorra aggiunta alla moto sia tra gli 8 e i 10 chili, ma se abbiamo una differenza di 20-30 chili tra due piloti abbiamo un problema. Questo è un modo per livellare quel qualcosa di strategico per ogni costruttore“.
(Credit foto – WorldSBK)
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