Da ChatGPT a Midjourney, tanti sono i programmi che hanno realizzato opere creative ritenute sorprendenti ma anche controverse ed inquietanti. È il dibattito che si è generato tra i sostenitori e i contrari all’artificial creativity o qualsiasi opera d’arte generata dalle macchine. Il tutto in un confine sottilissimo che necessita evidentemente di nuove regolamentazioni.

Artificial creativity: il sottile confine della creatività

l'artificial creativity genera sempre più discussione, fonte blog.else-corp.com
Artificial creativity, fonte blog.else-corp.com

“La capacità di produrre o sviluppare lavori, teorie, tecniche o pensieri originali. Un individuo creativo tipicamente mostra originalità, immaginazione ed espressività. Le analisi non sono riuscite ad accertare il motivo per cui un individuo è più creativo di un altro, ma la creatività sembra essere una caratteristica molto durevole”.

Così viene inteso il concetto di creatività, come riportato da Psychiatric Times, secondo il Dizionario di Psicologia dell’American Psychological Association. Un concetto che oggi, con le moderne tecnologie digitali, dotate di intelligenza artificiale con cui si sviluppa la cosiddetta artificial creativity genera più discussioni. Mentre tutti, nel frattempo, si domandano se le opere realizzate da queste macchine siano effettivamente creative ed artistiche. Già Harold Cohen, pioniere dell’intelligenza artificiale scriveva a proposito del suo alterego digitale Aaron. “La creatività non risiede né nel programmatore né nel programma, ma nel dialogo tra programma e programmatore”. (Fonte: Artribune)

Più recentemente, in un intervista rilasciata all’Avvenire, il critico letterario Stanley Fish ha dichiarato, a proposito dei testi letterari realizzati da programmi informatici (quali, ad esempio, ChatGpt) che “Un testo prodotto da un programma di intelligenza artificiale è soltanto un incidente statistico; non ha significato di per sé, e il significato può essergli attribuito immaginando che i dati osservati siano stati prodotti da un essere intenzionale. Ma non è così.”. Una posizione totalmente differente da Cohen che esprime quanto una macchina non possa mai raggiungere lo stesso livello dell’uomo. Questo perchè se si pensa all’arte e alla letteratura moderna si percepisce come siano frutto indissolubile di una modalità espressiva e comunicativa umana svincolata da ogni dogma.

I casi sorprendenti dell’IA e il bisogno di regolamentazione deontologica

Eppure, nonostante la controversia del rapporto IA e creatività non si può non citare alcuni casi sorprendenti suscitati da opere artistiche realizzate dai computer. Tra i più sensazionali senza dubbio è quello del 2018 in cui veniva battuta all’asta per 432.500 dollari da Christie’s un’opera artistica artificiale realizzata dal gruppo Obivius con il programma Generative Adversarial Network (GAN) ed intitolata “Portrait of Edmond de Belamy”. Ma più recentemente, a dimostrare la facilità con cui è possibile realizzare testi analitici, critici e creativi con ChatGpt, è stato l’esperimento del Corriere della Sera che lo scorso hanno fatto svolgere a questo programma uno dei quesiti della maturità 2023.

Non bisogna poi dimenticare l’ambito cinematografico con gli ultimi trailer di Harry Potter che dei fan hanno realizzato tramite intelligenza artificiale che sono sembrati bellissimi come dei veri trailer cinematografici. Oppure film in cui si affronta dal punto di vista catastrofico l’evoluzione incontrollata dei computer come la saga di “Terminator” o l’ultimo episodio della saga di “Mission Impossible” in cui l’agente Hunt deve vedersela con un’intelligenza artificiale diventata autonoma e sensitiva. Casi limite che evidenziano, aldilà delle battaglie legali di artisti e creativi, il bisogno necessario di una regolamentazione legislativa, deontologica e morale dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

L’evoluzione della creatività

“La tecnologia non è buona né cattiva; ma non è neanche neutrale”

Come ci ricorda lo storico Melvin Kranzberg, aldilà del dibattito tra efficacia o meno dell’intelligenza artificiale e della relativa artifical creativity, bisogna ricordare che in ogni caso queste nuove tecnologie sono destinate ad influenzar la cultura e l’arte a livello creativo ed estetico soprattutto nelle generazioni future. Questo perchè l’utilizzo delle nuove tecnologie sta cambiando la percezione del mondo stesso portandoci verso un futuro che ancora non possiamo prevedere.

Stefano Delle Cave

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