Il secondo capitolo della litige tra Chanel e la piattaforma WGACA giunge ad un finale. La maison che aveva trovato delle borse del pellame non originale sull’online della piattaforma di rivendita di borse ed accessori di lusso, tra cui le icone di Chanel, e l’uso di queste come simbolo di una partenrship tra i due, ora si vede riconoscersi una notevole ricompensa. Gli aggiornamenti giungono da New York dove si è svolto l’ultimo incontro tra le parti.
Chanel e WGACA: la storia dietro

Il simbolo del lusso, Chanel, e la piattaforma di rivendita online di borse ed accessori luxury, WGACA, hanno raggiunto un accordo sulla litige che li vedeva protagonisti. La maison aveva trovato sulla piattaforma digitale 13 borse che non erano state controllate dal proprio servizio qualità ed autenticazione, ma che sembrava provenissero dalla società italiana Renato Corti, con la quale Chanel collabora dal 2012, ma senza alcuna certificazione che lo garantisse. In aggiunta alle borse della piattaforma, anche la diffusione di immagini simbolo di una connessione tra i due nomi, e la presenza di 779 accessori il cui acquisto da parte degli utenti non era stato concordato, portarono ad un dibattito generale sul quality selling. A tal proposito Chanel volle specificare quale fosse il suo concetto di qualità, al quale era connessa l’autenticità delle sue borse, condividendo un rigoroso programma al quale si deve attenere ogni suo prodotto. La specifica del pellame trattato e l’uso di soli materiali logati, ha portato WGACA a rivedere l’intero percorso di autenticazione sul quale si fonda l’acquisto da privati del rivenditore del luxury americano.
I rapporti lavorativi
Il digitale, ancora una volta, è lo spazio nel quale si muove l’intera litige. Non solo WGACA è attiva solo online, ma garantisce un contatto diretto con i suoi consumatori come con i brand presenti sulla sua piattaforma. In entrambi i casi, l’acquisto mantiene gli stessi valori etici di uno fisico, ma con quanto vistosi con Chanel il controllo deve essere superiore. A tal proposito la maison dice:
‘’la nostra storia si fonda sulla qualità, e questa non è presente solo nei nostri prodotti ma anche nel rapporto con tutte le società con le quali lavoriamo. Collaboriamo solo con chi condivide i nostri stessi valori, contribuendo alla diffusione di questi e dello stesso brand’’
ribadendo come Chanel costruisca un rapporto lavorativo solido e duraturo fondato sullo share valoriare. A quello stesso share si aggiungono i consumatori, che diventano parte del percorso di crescita del brand.
Il rapporto brand-prodotto
Il pubblico sui social ha così aperto un dibattito su quale sia il processo che garantisca la qualità del prodotto. Riconoscere la qualità di una borsa, la sua provenienza, e la sua lavorazione rimane una priorità per il consumatore che sceglie di acquistare un bene non comune. Il lusso deve così porre l’attenzione non solo sul prodotto, ma anche sul suo acquirente. E se la crescita di un brand si realizza nell’acquisto da parte del consumatore, lo stesso prodotto deve rappresentare il brand, i suoi valori, e la sua lunga storia.
Luca Cioffi
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