Nel 2019 a Kenneth Mitchell è stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), nota anche come morbo di Lou Gehrig. Una malattia di cui il diretto interessato ha parlato solo nel 2020 in un’intervista rilasciata a People. Negli ultimi anni Mitchell è stato costretto a muoversi con l’utilizzo di una sedia a rotelle.

“Con grande dolore annunciamo la scomparsa di Kenneth Alexander Mitchell, amato padre, marito, fratello, zio, figlio e caro amico”, ha scritto la famiglia dell’attore sui social network, per poi aggiungere: “Per cinque anni e mezzo, Ken ha affrontato una serie di terribili sfide a causa della Sla. E nel modo più autentico di Ken, è riuscito a superare ognuna di esse con grazia e impegno, per vivere una vita piena e gioiosa in ogni momento. Ha vissuto secondo il principio che ogni giorno è un dono e che non camminiamo mai da soli”.

Chi era Kenneth Mitchell

Nato a Toronto il 25 novembre 1974, Kenneth Mitchell è stato prima uno sportivo, titolare nella squadra di calcio della University of Guelph, e solo in seguito si è dedicato alla recitazione, che nel 2003 lo ha portato a lavorare nel film La regola del sospetto accanto ad Al Pacino e Colin Farrell.

Ma Mitchell ha presenziato pure in molti episodi della saga di Star Trek. Ha ricoperto inoltre il ruolo di Sam Lucas nella serie tv Ghost Whisperer. Senza dimenticare il lavoro nella serie Cbs Jericho e quello nei singoli episodi di titoli di successo come Csi Miami, Castle, Grey’s Anatomy, Nancy Drew The Unit.

Dal 2017 Mitchell ha interpretato alcuni personaggi nella prima e seconda stagione di Star Trek: Discovery, sesta serie del franchise di Star Trek: i Klingon Kol; Kol-Sha, padre di Kol, e Tenavik. Inoltre nella terza stagione ha impersonato lo scienziato Aurelio, al servizio della perfida Orioniana Osyraa.

Il personaggio è stato appositamente creato dai produttori della serie per offrire a Kenneth una parte in cui figurasse senza trucco di scena. Per l’occasione è stata costruita un’apposita struttura mobile che gli permettesse di interpretare il personaggio senza stare seduto, ma all’altezza degli altri attori.