Il conto alla rovescia è cominciato. Domani sera alle 21, allo stadio Olimpico di Roma, l’Atalanta affronterà la Juventus per la finale di Coppa Italia 2024. Una partita che mette davanti due meccanismi di gioco completamente diversi ma non lo fa volontariamente. La dea ha mostrato in tutte le sue forme quel calcio-spettacolo che tanto spesso dall’Italia ammiriamo in Europa. La Juventus invece ha finito molto spesso con il chiudersi a ricciolo per via di tanti problemi che nel corso della stagione si sono manifestati. Ma chi dice che il DNA della Juve quest’anno sia difensivista, forse non si è ben rapportato con le mosse di Allegri negli ultimi anni. Insomma, tutto si prepara per una delle sfide più attese dell’anno, Atalanta-Juventus, che da un lato può significare un’incoronazione, dall’altro invece un riscatto e un grido che non tutto sia da buttare via.

Atalanta-Juventus: incoronazione o riscatto

(Credit foto – pagina Facebook Atalanta Bergamasca Calcio)

Gasperini lo ha ribadito più volte: non servono i trofei per rendere grande una squadra. Se c’è un bel gruppo, nel cuore e negli album resterà quello. E ha ragione: tutti coloro che hanno vissuto il calcio italiano in questi anni non si scorderanno mai dell’Atalanta dai mille protagonisti. Perché anno dopo anno la squadra veniva ricostruita, ma l’architetto che sceglieva accuratamente le mosse una dopo l’altra non ha mai sbagliato un colpo. Questa seconda finale nel giro di pochi anni, dopo quella con la Lazio del 2019, è solo il culmine di un processo che ha portato i bergamaschi anche in finale di Europa League. Così ora potrebbe verificarsi la tanto attesa incoronazione: nei libri di storia ci sono già, ma si può colorare un po’ di più la loro descrizione.

La Juentus invece affronta un momento totalmente opposto: è strano non vederla vincere, anzi non vederla proprio competitiva. In finale è arrivata per il guizzo di un singolo, Chiesa, che ha contribuito a risolvere la gara di andata con la Lazio e poi quel tocco di Milik che ha assicurato il passaggio del turno al ritorno. Purtroppo però è mancata la convinzione nelle prestazioni dei bianconeri che ora vedono questa come l’ultima spiaggia per salvare l’annata. Ci sarà da ricostruire tanto in vista dei prossimi anni e soprattutto ripartire dalle fondamenta. Qualche pilastro per il futuro già c’è, come Yildiz, bisogna solo dargli occasione di crescere.

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